Motta Sant’Anastasia, l’olio premio golden a New York «Da noi settore agricolo dimenticato, costi maggiori»

È siciliano uno degli oli extravergine di oliva più premiati al mondo. «Per i suoi odori e il suo equilibrio», spiega Salvatore Scuderi, produttore, insieme alla sua famiglia, alle pendici dell’Etna. Sarebbero queste le qualità che hanno spinto gli esperti della più prestigiosa competizione mondiale di olio d’oliva, la New York International Oil Oil competition, a conferire il maggior numero di riconoscimenti al Belpaese, con 152 produttori premiati. Tra questi, lo stesso Scuderi, il cui olio, prodotto nella tenuta Vasadonna di Motta Sant’Anastasia, ha ricevuto il premio golden.

Salvatore coltiva e cura gli ulivi della sua tenuta dal 2000, ma la sua è un’attività tramandata di padre in figlio. «Dopo la guerra erano i nonni che coltivavano gli ulivi per i nipoti – racconta il produttore catanese -. Le piante impiegavano dai dieci ai venti anni per crescere, quindi l’attività era avviata per essere tramandata». Così,  quasi vent’anni fa Salvatore, di professione direttore tecnico della security all’aeroporto di Comiso, decide di innovare il sistema di produzione delle sue terre. Era stato il padre a costruire gli impianti di trasformazione a Motta Sant’Anastasia e Salvatore lavora in un primo momento per far sì che l’attività non venga abbandonata, poi fa un passo ulteriore: adattare la produzione alle più moderne tecnologie.

Il suo olio ha ottenuto negli ultimi anni importanti riconoscimenti a New York, Londra e Los Angeles e recentemente è stato inserito nella guida del Gambero Rosso. «Non esistono sabati o domeniche per andare a visitare gli uliveti – spiega Scuderi – e non importa se sia notte o ci sia la sveglia all’alba, questa è un’attività che ti impegna mentalmente in ogni momento».

La scorsa annata la raccolta delle olive è stata messa a rischio dalle temperature molto alte della stagione estiva e dai quasi 45 giorni consecutivi di siccità, ma la produzione di Salvatore ha limitato i danni grazie a una irrigazione di soccorso. Non sono, però, solo gli sbalzi climatici a preoccupare i coltivatori in Sicilia. «Il settore agricolo è stato dimenticato nel nostro territorio – denuncia Scuderi – e questo comporta maggiori difficoltà a livello economico per i coltivatori che riescono ad avere accesso al micro credito molto più raramente di quanto non avvenga per altri tipi di imprese». Nonostante questo, «è ancora viva l’attenzione per le eccellenze ed è su queste che dobbiamo puntare».

Il comparto dell’olio sta attraversando in Italia un periodo di grandi novità. «Sono state create in Lazio, Lombardia e Toscana delle oleoteche che classificano gli oli sulla base della provenienza regionale – spiega Scuderi -, come avviene con i vini. E questo è importante perché dà riconoscibilità al prodotto». Salvatore vende il suo olio in tutta la Penisola, ma ha deciso di far conoscere i suoi prodotti anche fuori dai confini nazionali. «Sono stato in Giappone, in Cina e in Thailandia – spiega – e non escludo che con questi territori possano crearsi dei rapporti commerciali, il nostro olio è stato infatti apprezzato in tutte le sedi che potevano rappresentare una vetrina per il food».

Per Salvatore l’olivicoltura non è un vero e proprio lavoro. «Per me la terra è una grande passione – conclude -, camminare in campagna tra gli ulivi mi ricorda la vita da contadino di mio nonno. Sapere che Motta Sant’Anastasia è conosciuta in tutto il mondo per le sue eccellenze è un grande onore per me e i riconoscimenti che abbiamo ottenuto mi danno forza per continuare a credere in questo progetto». 


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L'olio prodotto da Salvatore Scuderi alle pendici dell'Etna riceve un prestigioso riconoscimento alla New York International Oil Oil competition, svoltasi nella Grande Mela. L'uomo è riuscito ad adattare le più moderne tecnologie a una produzione tramandata di padre in figlio. «La terra è una grande passione», dice 

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