Mattinale/ Dagli “immancabili destini” di Gabriele D’Annunzio all’Europa dell’euro

Il conto alla rovescia è già cominciato. Piuttosto che lasciarsi spogliare dai massoni dell’Unione Europea i greci sembrano sempre più disposti a uscire dall’euro. Aiutati dalla signora Angela Merkel, che ha proposto al governo greco di indire un referendum per chiedere agli eredi di Socrate, Platone e Aristotele: volete restare in Europa o andarvene pe ri fatti vostri?

Non sappiamo se, in Grecia, verrà celebrato il referendum pro o contro l’euro. Ma sappiamo che se i greci andranno alle urne voteranno in massa contro l’Unione Europea e contro l’Euro. E non c’è da stupirsi, perché l’Unione Europea, oggi, di democratico ha ben poco. Tant’è vero che, in tutta l’Unione Europea, si fa di tutto per scongiurare il referendum sula stessa Unione Europea e sull’euro.

Quello che sta avvenendo in Europa – nell’Unione Europea dell’Euro, per essere precisi – è tipico dei regimi dispotici. Nella storia dell’uomo quasi tutti i regimi dispotici si sono sempre giustificati dicendo di perseguire il supremo interesse della nazione, del popolo e bla bla bla. Nei regimi dispotici il parere del popolo non viene tenuto in considerazione. Perché i popolo “non capisce” per definizione. Se ci fate caso, è quello che ci dicono in Italia. Dove la politica si guarda bene dal celebrare un referendum per capire se gli italiani sono favorevoli all’Unione Europea e all’euro.

La verità – amara – è che l’Europa dell’euro mal si concilia con la democrazia. Come ai tempi di Gabriele D’Annunzio e dell’impresa di Fiume, siamo tutti in attesa degli “immancabili destini”. Ci stanno togliendo la democrazia. Siamo sempre meno padroni del nostro destino. Ma se lo facciamo notare, ecco che si inalberano. Perché noi “non capiamo quanto è importante l’Europa”. Dimenticando che certi discorsi, dalle nostre parti, li abbiamo già sentiti…

Nella prima pagina foto di Gabriele D’Annunzio tratta dacommons.wikimedia.org

Foto della Grecia tratta da oldiscount.it


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