Il Governo Crocetta ha messo a ‘dieta’ anche le piante: niente acqua per l’irrigazione!

A DENUNCIARLO E’ IL PARLAMENTARE DEL MOVIMENTO 5 STELLE, MATTEO MANGIACAVALLO: “LA CAMPAGNA IRRIGUA PER L’ANNO IN CORSO E’ A RISCHIO. IL PRESIDENTE DELL’ARS, ARDIZZONE, DIA LA PRECEDENZA A QUESTA EMERGENZA”

“Mentre Governo e aula hanno già salvato le imprese per lo più con sede legale fuori dal territorio regionale, attraverso il tanto discusso ddl 500 Salvaimprese (leggere il mutuo ‘ascaro’ da quasi un miliardo di euro ndr), le vere imprese siciliane, quelle agricole, asse portante e prevalente dell’economia della nostra Regione, manifestano tutta la loro sofferenza”.

Così il deputato del Movimento cinque stelle all’Ars, Matteo Mangiacavallo, denuncia il rischio in cui incorre l’avvio della campagna irrigua per l’anno in corso. Tutto questo per via del fatto che la copertura finanziaria prevista per il personale attualmente in servizio risulta essere insufficiente e che manca la copertura sia normativa che finanziaria per l’avvio dei lavoratori appartenenti alle Garanzie occupazionali.

“Il comparto delle Garanzie occupazionali – continua Mangiacavallo – è costituito da lavoratori precari da quasi un ventennio, ma che grazie alla loro stagionale opera hanno garantito una tranquillità alle nostre imprese agricole”.

Il parlamentare Cinquestelle invia, quindi, una richiesta al presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone: “Per tentare di salvare il salvabile – dice – occorre accelerare i tempi di approvazione di almeno una parte del disegno di legge 724 fermo in commissione Bilancio. Stralciare l’art. 6 (Salva aziende agricole siciliane), sì da poterlo discutere ed approvare immediatamente in aula, in tempi celeri e prima che sia troppo tardi”.

L’urgenza è stata sottolineata dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di Flai-Cgil, Fai-Cisl E Filbi-Uil che nei giorni scorsi hanno incontrato i parlamentari del Movimento 5 Stelle dell’Ars. L’occasione pe rfare il punto della situazione sui Consorzi di bonifica siciliani.

“Se il governo e l’aula dovessero restare ciechi e sordi di fronte a tale richiesta – conclude Mangiacavallo – parecchie colture sarebbero compromesse in maniera irreparabile, arrecando un notevole danno alle nostre imprese agricole ed all’intera economia della nostra Isola”.


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