Hillman, l’aquila reale della psicologia

Libri, foto, una cravatta e omaggi floreali a coronare l’ottantesimo compleanno dell’americano James Hillman, psicologo archetipico, allievo e successore di Carl Gustav Jung. In verità il suo compleanno è giorno 12 aprile ma grazie all’incontro organizzato nella sala delle Biblioteche riunite ‘Civica e Ursino Recupero’ dall’associazione Crocevia e l’Ordine degli Psicologi siciliani si è voluto rendere omaggio al celebre studioso del Connecticut.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Catania e dell’Assessore alla Cultura, Riccardo Mondo, Presidente dell’Associazione Crocevia, ha aperto l’incontro leggendo una lettera di ringraziamento ad Hillman per il lavoro svolto negli anni partendo dalla spiegazione del significato di crocevia. Dopo questo primo intervento, Lucia Arsì, docente di letteratura greca, ha dedicato allo psicologo americano la lettura in greco di diverse citazioni di filosofi tra i quali Teocrito da Siracusa ed Eraclito. Carlo Truppi, docente della Facoltà di Architettura di Siracusa ed il Preside della stessa Facoltà Ugo Cantone, si sono limitati a ringraziare lo studioso e a offrirgli alcuni testi sulla storia di Catania.

Lo psicologo e analista Luciano Perez ha ricordato le sue esperienze formative e l’incontro che gli ha permesso di conoscere James Hillman. A conclusione del suo intervento ha ringraziato l’analista americano per i suoi insegnamenti ed il grosso contributo che, seppur a volte contrastato dagli altri grandi della psicologia moderna, è servito ad approfondire la conoscenza nel campo.
Lo stesso ha fatto Fulvio Giardina, Presidente dell’Ordine degli Psicologi di Sicilia, evidenziando come gli studi futuri sulla psicologia avranno una forte impronta grazie a Hillman.

Prima del saluto finale di Rita Carbonaro, direttore della Biblioteche riunite ‘Civica e Ursino Recupero’ che ha anticipato un prossimo appuntamento con Hillman per il prossimo autunno, Luigi Turinese, psicologo e facente anch’egli parte dell’associazione Crocevia, ha preso spunto dalla fisiognomica per definire James Hillman aquila reale. Un’aquila reale in rapporto al suo lavoro e ai suoi colleghi, che ha saputo volare alto e seguire la sua strada seppur tra tante difficoltà ed ostacoli. E per questo che insieme a Riccardo Mondo, Turinese ha deciso di nominare lo studioso americano Presidente Onorario dell’Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica.

Così è arrivato il momento più atteso dell’intervento di James Hillman. Scusandosi per il suo italiano che non è riuscito mai ad imparare, ha ringraziato per il titolo di Presidente Onorario dell’Istituto di studi psicologici spiegando che non si definisce il padre, bensì il figlio della psicologia archetipica. Ha inoltre invitato tutti gli studiosi a definirsi figli nati dall’impegno e dalla storia dei loro predecessori che nei secoli si sono succeduti.

Al termine dell’incontro, tra un autografo e l’altro ai suoi lettori, siamo riusciti a fargli qualche domanda e lui ironicamente non si è sottratto.

Qual è l’importanza dell’opera di Hillman all’interno del panorama della psicologia internazionale?
“Il ritorno dell’anima al mondo. Così si rende vivi tutti gli oggetti e si esce da un mondo che vede la psicologia fatta non solo di professionisti ma anche di semplici individui”.

Come mai ha scelto di festeggiare il suo ottantesimo compleanno qui nella nostra città?
“La mia prima volta in Sicilia è stata nel 1947 e subito mi sono innamorato di questo tratto di costa orientale. I miei amici e tanti studiosi hanno organizzato questo incontro per me e di questo ne sono tanto felice”.

Cosa le ha lasciato Jung?
“L’amore per la psicologia”.

Quali sono i contenuti della psicologia archetipica fondata da lei?
“Tutti. E’ difficile stabilire di cosa sia fatta questa corrente di studi. E’ come mettere tanti ingredienti in un panino che alla fine non riesci a definire cosa ci sia dentro”.


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