Il trentaduenne tunisino dal 2009 vive nel capoluogo siciliano. «Sono venuto per completarmi, non ho più saputo andarmene». Studia per mesi il congiuntivo e il periodo ipotetico, ma presto scopre l’importanza del dialetto e che «tutti usano solo il passato remoto», il buon cibo di cui non facciamo che parlare e gli eroi come padre Pino Puglisi