Biondo, la stagione della prosa può attendere (altri sei mesi almeno…)

È incredibile: le complicità che coprono il professore Gianni Puglisi impediscono ai giornali di dire tutto quello che va detto sul Teatro Biondo Stabile di Palermo.

L’11 ottobre scorso, ad esempio, la mancanza del numero legale ha impedito che si riunisse il consiglio d’aministrazione del Teatro.

Puglisi aveva concordato con gli altri quattro consiglieri la data dell’incontro. La seduta era di vitale importanza: si trattava di approvare la stagione di prosa dopo un ritardo di sei mesi. Piuttosto che riconvocare il consiglio d’amministrazione con urgenza, Puglisi lo ha fissato per il prossimo 31 ottobre, lasciando che il tempo possa scorrere e si aggiungessero altri venti giorni ai sei mesi già trascorsi.

Come definire tutto questo? Puglisi non ha tempo da dedicare al Teatro, dicono al Biondo, ha altro a cui pensare. Troppi incarichi, sussurrano. La notizia non sembra interessare l’opinone pubblica, in verità non troppo informata sulle vicissitudini del Teatro Stabile di Palermo.

E il Sindaco, Leoluca Orlando? Ci si rende conto che Puglisi ha bruciato altri venti giorni di campagna abbonamenti? Una situazione intollerabile.

Possibile che il presidente del Biondo non trovi il tempo da dedicare al Teatro della città? In tre anni Puglisi si visto pochissimo in Teatro. Si presenta solo nelle rare occasioni in cui si riunisce il consiglio d’amministrazione.

Chi pagherà i danni provocati al Biondo e, in generale, alla città?

Nei prossimi giorni proveremo ad intervistare l’assessore comunale alla Cultura, Francesco Giambrone. Ci proveremo, perché non è detto che ci riusciremo.

Il dubbio che comincia a serpeggiare nelle nostre menti è che, a Palermo, della cultura, non gliene frega niente a nessuno. Basti vedere come hanno ridotto il Teatro Massimo. E come stanno riducendo il Teatro Stabile della città. Sarà una costatazione amara: ma è la realtà, piaccia o no.

A Palermo, si parla solo di precari, di Gesip, di precari, di Gesip e poi ancora di precari, di Gesip… Invece di far funzionare i Teatri vanno in scena i teatrini…

 


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