Ars: ma secondo voi licenzieranno i precari degli enti locali, compresi i lavoratori Gesip di Palermo?

MAGARI E’ UNA MOSSA PER FARE COMPARIRE I CONTRATTI A QUALCHE GIORNO DAL VOTO, IN PERFETTO STILE DEMOCRISTIANO-DOROTEO. PERO’ I SOLDI, QUESTA VOLTA, SONO FINITI PER DAVVERO. GLI SCIOPERI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE, LE MOZIONI IN AULA CONTRO L’ASSESSORE SCILABRA E ALTRO ANCORA

Si apre oggi in Sicilia una settimana politica e parlamentare che definire difficile è eufemistico. Le previsioni ci dicono che potrebbe succedere di tutto e di più.

La novità è rappresentata dalla ‘bomba sociale’ del precariato. Una bomba sociale che potrebbe esplodere a tre settimane dal voto per le elezioni europee.

I Comuni siciliani, ormai vicini al collasso finanziario, hanno fatto sapere di non avere i soldi per rinnovare i contratti ai circa 24 mila precari degli enti locali. La storia – torniamo a scriverlo oggi – è piuttosto strana – perché circa tre mesi fa, approvando Bilancio e Finanziaria 2014, il Parlamento dell’Isola ha approvato la proroga dei precari dei Comuni siciliani.

La norma, se fosse stata priva di copertura finanziaria, sarebbe stata impugnata dall’Ufficio del Commissario dello Stato. Ma la norma non è stata impugnata. I soldi dovevano esserci. Domanda: dove sono finiti i soldi per rinnovare i contratti dei circa 24 mila precari dei Comuni siciliani? Li hanno fatti sparire i Sindaci,  magari con i soliti ‘magheggi’ degli Ato rifiuti, o la Regione non li ha mai erogati?

Una domanda che trascina un’altra domanda: i Sindaco e il governatore dell’isola, Rosario Crocetta vogliono mandare a casa i precari dei Comuni a tre settimane dal voto? O è tutta una manovra elettorale con i soldi che arriveranno poco prima di entrare nelle urne?

A Palermo, intanto, sta scoppiando il ‘caso’ dei mille e 800 addetti della Gesip, la società del Comune, mai liquidata, ma priva di liquidità necessaria a pagare questi lavoratori. Da quando Leoluca Orlando è tornato a fare il Sindaco di Palermo, sono stati per lo più pagati dallo Stato a colpi di ‘Cassa integrazione’.

Ora, a quanto si dice, Roma vorrebbe chiudere i ‘rubinetti’. La domanda è sempre la stessa: licenziare mille e 800 persone a tre settimane dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo? O è tutta una manfrina con la ‘soluzione’ che arriverà poco prima dell’apertura dei seggi elettorali?

Oggi, intanto, scenderanno in piazza, naturalmente a Palermo, i mille e 800 addetti degli ex sportelli multifunzionali, come riferiamo in altra parte del giornale. Attendono un contratto che il Governo Crocetta rimanda di giorno in giorno. Stessa domanda: verranno mollati per davvero o i contratti si firmeranno qualche giorno prima del voto?

Non cambia la scena se parliamo degli altri 8 mila dipendenti della formazione professionale siciliana. Anche su questo fronte il Governo Crocetta temporeggia: è una mossa elettorale o il Governo regionale si vuole sbarazzare di tutti gli enti per affidare tutto nelle mani degli ‘industriali’?

In questo marasma noi qualche cosa abbiamo il dovere di dirla. Ai precari, ai dipendenti degli ex sportelli multifunzionali, ai dipendenti della formazione. Guardate che la Regione siciliana è veramente in ‘bolletta’. Dunque non è detto che le promesse che arriveranno a qualche giorno dal voto verranno onorate. A parte il fatto che questo Governo regionale ci ha abituato a firmare accordi e a non rispettarli.

Dei 950 milioni di mutuo contratto dalla Regione, una buona parte – quasi la metà – verrà dirottata ad imprese non siciliane (in massima parte) e a imprese siciliane che operano nella sanità. Con i soldi che resteranno dubitiamo fortemente che Regione e Comuni li utilizzeranno per il precariato.

Con molta probabilità, non assisteremo al licenziamento in tronco di circa 24 mila precari degli enti locali. Ma una buona metà – e forse di più – verrà mandata a casa.

La stessa cosa avverrà per i dipendenti della formazione professionale, che in buona parte dovranno lasciare il posto agli ‘industriali’ che vogliono accaparrarsi la gestione dei soldi del Fondo sociale europeo 2014-2020.

La settimana politica e parlamentare che inizia oggi ci dovrebbe riservare qualche sorpresa. Sala d’Ercole dovrebbe completare il dibattito sulla Formazione professionale. Dove la grande maggioranza dei deputati è più che mai intenzionata a votare la sfiducia all’assessore regionale, Nelli Scilabra. A nostro avviso, il presidente Crocetta e il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, proveranno ad evitare ‘l’inchiummata per l’assessore, magari forzando il regolamento. Il ‘bordello’ – se ciò dovesse verificarsi’, dovrebbe essere assicurato.

L’Aula dovrebbe iniziare anche la manovra sulle variazioni di Bilancio. Ma qui il terreno è ‘minato’, perché la maggioranza è traballante. Crocetta non può più contare sullo ‘sgabello’ del Movimento 5 Stelle. Ma ha dalla sua l’inconsistenza di un PD siciliano che, parla parla, ma non ‘morde’ mai. Un Partito – anzi, per essere precisi, un gruppo parlamentare – che si agita, si dimena, grida e poi si genuflette ai diktat del senatore Giuseppe Lumia.

Detto questo, i voti del PD – o di una parte di questo ‘friabile’ gruppo parlamentare potrebbero non bastare.

Insomma, questa settimana, tra scioperi, manifestazioni di piazza, mozioni in Aula contro l’assessore Scilabra, attacchi all’operato della dirigente tutto-fare, Anna Rosa Corsello e ‘agguati’ parlamentari vari ne dovremo vedere delle belle.

 


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