Ars/ Dubbi anche sui 300 milioni di euro che il Governo Crocetta vorrebbe ‘raschiare’ dal Bilancio

GOVERNATORE E ASSESSORE BIANCHI VORREBBERO PRENDERE QUESTE RISORSE DALLE REGOLAZIONI CONTABILI, DAI FONDI DI RISERVA E, SOPRATTUTTO, DAL FONDO RISCHI. MA…

Il Governo regionale di Rosario Crocetta si mostra ottimista. Fa sapere che la prossima settimana la manovra di variazioni di Bilancio approderà all’Ars. Ma dalle indiscrezioni raccolte dal nostro giornale lo scenario sembra tutt’altro che tranquillo. 

Ieri sera abbiamo dato la notizia che il prestito da un miliardo di euro che il Governo vorrebbe far contrarre alla Regione è un po’ ‘truffaldo’. Questi soldi – contrariamente a quanto affermato da circa due mesi o forse più fallo stesso esecutivo regionale, non servirebbero per pagare i debiti delle imprese sanitarie, ma per fare ‘cassa’.

Da una verifica fatta da alcuni parlamentari, sarebbe venuto fuori, infatti, che le multinazionali farmaceutiche che sono state indicate come creditrici nei confronti dell’Amministrazione regionale sarebbero in buona parte state pagate. E, in effetti, le Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere, operando su un budget, non dovrebbero essersi indebitate. Tanto più che, nell’ultimo anno, abbiamo assistito a un netto peggioramento del servizio sanitario regionale e non ad un miglioramento.

Ma se l’ipotesi del mutuo da un miliardo di euro circa fa acqua da tutte le parti, non sembra migliore lo scenario legato ai 300 milioni di euro circa che il Governo vorrebbe ‘raschiare’ dal Bilancio. Alla fine, scava scava, ci si accorge che il governatore Rosario Crocetta e l’assessore all’Economia, Luca Bianchi, hanno sempre ‘la testa al cacio’.

In pratica, Crocetta e Bianchi vorrebbero andare ad intaccare i fondi del Bilancio regionale 2014 che non possono essere toccati: le regolazioni contabili, i fondi di riserva e, soprattutto, il fondo rischi. Di fatto, il Governo ha già provato ad utilizzare queste somme. Ma l’Ufficio del Commissario dello Stato ha impugnato la manovra.  

Ora il Governo ci vorrebbe riprovare? E perché mai l’Ufficio del Commissario dello Stato dovrebbe tornare sui propri passi, rimangiandosi l’impugnativa?

Tra l’altro, se, da un lato, i collaboratori della presidenza della Regione sono ormai abituati alle brutte figure, non altrettanto può dirsi per i funzionari e i dirigenti dell’Ars. Ricordiamo che, in ben due lettere. gli uffici di Sala d’Ercole, nei giorni in cui l’Aula discuteva la manovra finanziaria, avevano messo in guardia il Governo dai pericoli di un’impugnativa che, poi, si è puntualmente materializzata.

Ma allora era stato lo stesso presidente Crocetta a recarsi in Commissione Bilancio e Finanze per ben due volte a ribadire che era tutto a posto e che la manovra sarebbe passata indenne dal vaglio dell’Ufficio del Commissario dello Stato. E’ evidente che qualcuno aveva raccontato al governatore un cumulo di bugie, perché poi – com’è noto – l’impugnativa è stata pesantissima.

Ora il presidente e l’assessore Bianchi vorrebbero riprovare. Ma dovranno fare i conti anche con gli uffici dell’Ars, che non sembrano disponibili a fare una seconda brutta figura con l’Ufficio del commissario dello Stato.

Tra l’altro, proprio in queste ore, i rapporti tra Governo regionale e Uffici dell’Ars sono tesi. Sia perché, come già detto, dirigenti e funzionari dell’Ars non vogliono inanellare una seconda brutta figura con l’Ufficio del Commissario dello Stato (per giunta sempre sullo stesso tema!), sia per l’atteggiamento adottato dal Governo rispetto ad alcune questioni che racconteremo più tardi.


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