Almaviva, l’82% dei lavoratori dice Sì all’accordo «Ora l’azienda garantisca lo sviluppo industriale»

Si è chiusa ieri in serata la consultazione dei lavoratori del call center Almaviva di Palermo. Il piano proposto dall’azienda è stato votato a larga maggioranza dai dipendenti, con una percentuale raggiunta dal Sì che si attesta all’82,12 per cento. Erano chiamate al voto 2860 persone, di queste hanno effettivamente espresso la loro preferenza 2227. I sono stati 1829, i no 381. Soltanto sette le schede bianche, dieci quelle nulle.

Un accordo che i sindacati e i dipendenti dell’azienda hanno deciso di sottoscrivere per salvaguardare i livelli occupazionali in un settore, quello dei call center, colpito da una profonda crisi strutturale. L’intesa, sottoscritta su base triennale, ma le cui ricadute sostanziali riguardano soltanto il prossimo anno, rimandando ai successivi il riassetto industriale, prevede sacrifici per i lavoratori su tre linee: il blocco del tfr, previsto appunto per 365 giorni, il congelamento di quattro scatti di anzianità e la cassa integrazione ‘a scalare’. Riguardo a quest’ultimo punto, per i primi sei mesi la cig è prevista per un valore medio del 35 per cento, con punte che non dovranno comunque superare il 45 per cento: tradotto, una media di sette giorni di ammortizzatore sociale. Per i tre mesi successivi i valori scendono rispettivamente a 25 per cento (medio) e 35 per cento (massimo), cioè, in media, cinque giorni di cassa integrazione. Negli ultimi tre mesi, fino a giugno 2018, la media e il valore massimo andranno a corrispondere e si abbasseranno alla percentuale del 15 per cento di cassa integrazione. Dall’accordo resta fuori la questione relativa al controllo a distanza, la cui trattazione è stata rinviata.

Nella serata di ieri, intanto, è arrivata la nota firmata dalle Rsu della Uilcom, a commento dell’intesa raggiunta con l’azienda: «I contenuti del verbale d’incontro sono legittimati dal suffragio universale dei lavoratori che si esprimono con in Sì sopra l’80 per cento – si legge – La proposta negoziata dalle Rsu apre delle prospettive per l’occupazione di migliaia di persone nella città di Palermo. All’azienda l’onere di garantire quello sviluppo industriale previsto dall’intesa raggiunta, che si innesta su un tessuto sociale in forte sofferenza per un uso prolungato degli ammortizzatori sociali. I lavoratori con questo voto si candidano al lavoro, a garanzia del proprio futuro», conclude la nota.

E stamattina anche il sindaco Leoluca Orlando ha commentato il voto che sentenzia il raggiungimento dell’accordo tra azienda e sindacati: «I lavoratori di Almaviva – si legge nel comunicato inviato dal primo cittadino – hanno accettato a larghissima maggioranza un accordo che a fronte di sacrifici immediati, mira a riscuotere presto garanzie di crescita e consolidamento. Un accordo che rispecchia la crisi complessiva che segna il settore ma anche le possibilità di rilancio. I lavoratori hanno fatto una scelta che mira a vedere garantito il proprio posto di lavoro a Palermo in un momento in cui i call center italiani sono in gravissima crisi. Chiediamo ora all’azienda l’impegno massimo per garantire occupazione e produttività a Palermo, così come chiediamo al Governo nazionale – conclude Orlando – di essere sempre più parte attiva per la corretta applicazione del protocollo sottoscritto di recente per la tutela dei lavoratori».


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Nella serata di ieri il voto ha sancito l'approvazione dell'intesa, che prevede il blocco del Tfr, il congelamento di quattro scatti di anzianità e la cassa integrazione 'a scalare' per il prossimo anno. Rimandata la questione relativa al controllo a distanza. Il sindaco Orlando: «Chiediamo l'impegno massimo per garantire occupazione a Palermo»

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