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Il campo di battaglia delle Comunali: tra alleanze civiche e vecchie divisioni

A meno di due mesi dal voto per le Comunali, previsto per il 24 e 25 maggio 2026 (con eventuali ballottaggi 7 e 8 giugno) la Sicilia dei Comuni è un cantiere politico ancora aperto. Oltre sessanta centri sono chiamati alle urne, tra cui tre capoluoghi – Messina, Agrigento ed Enna – e roccaforti storiche come Marsala, Ispica e Barcellona Pozzo di Gotto.

Il quadro delle Comunali in Sicilia

Il quadro che emerge è quello di una regione frammentata, dove il centrodestra fatica a tenere insieme le proprie anime, il centrosinistra prova timidamente a ricompattarsi e il movimento di Cateno De Luca si conferma terzo polo temuto e agguerrito. L’appuntamento di maggio, insomma, non sarà solo un test per le amministrazioni locali, ma un vero e proprio termometro per gli equilibri regionali in vista del 2027.

Messina, il duello a tre che vale il futuro

La partita più attesa si gioca sullo Stretto. A Messina, lo scenario è ormai definito su tre fronti distinti, a testimonianza di una frammentazione che non si vedeva da anni. Il centrodestra, dopo lunghe trattative, ha trovato la quadra sul nome di Marcello Scurria. Avvocato amministrativista già sub-commissario per il risanamento della baraccopoli cittadina. L’intera coalizione (ossia Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Mpa e Noi Moderati) lo sostiene con l’obiettivo di ricompattarsi dopo le divisioni delle provinciali. Scurria, che vanta un passato nei Ds prima dell’abbandono della politica attiva, rappresenta una scommessa: un tecnico con pedigree di sinistra chiamato a guidare la riconquista della città per il centrodestra.

Le dimissioni anticipate del sindaco

Di fronte a lui, a difendere Palazzo Zanca, c’è il sindaco uscente Federico Basile. L’uomo di Cateno De Luca ha scelto la via delle dimissioni anticipate per sganciarsi dalla fine naturale del mandato e presentarsi agli elettori forte di una mobilitazione senza precedenti. La convention di fine marzo al PalaRescifina ha mobilitato quattro 4000 persone, con il leader di Sud chiama Nord che ha promesso battaglia e lanciato la sfida per il futuro regionale. «Non consentiremo a nessuno di infangare il lavoro fatto», ha tuonato De Luca, che vede in Messina il banco di prova del suo “modello” di amministrazione civica.

La sintesi obbligata del fronte progressista

Sul fronte progressista, dopo settimane di trattative, si è arrivati a una sintesi forse obbligata. M5s e Controcorrente – il movimento di Ismaele La Vardera – hanno ufficializzato l’appoggio alla candidata Antonella Russo, dirigente del Pd e consigliera comunale. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un «fronte progressista capace di rappresentare davvero i cittadini, in alternativa a un centrodestra diviso e a Sud chiama Nord». La sfida per Russo, in un campo tradizionalmente frammentato, sarà quella di evitare di essere schiacciata dal duello principale tra Scurria e Basile.

Lo stallo negli altri capoluoghi: Agrigento ed Enna divisi

Se a Messina i giochi sono quasi fatti, negli altri due capoluoghi regna l’incertezza. Ad Agrigento, il centrodestra è spaccato su due candidature. Da un lato Forza Italia e Mpa spingono per Calogero Sodano, ex sindaco della città dei templi, appoggiato anche da Fratelli d’Italia che cerca di fare da mediatore. Dall’altro, Lega e Democrazia cristiana (rientrata nel tavolo della coalizione) sostengono l’ex deputato Luigi Gentile. Un dualismo che rischia di far saltare l’unità della coalizione, riproponendo le fratture già viste alle Provinciali. Nel centrosinistra, invece, sembra prendere quota il nome di Michele Sodano, giovane esponente di Controcorrente, su cui convergerebbero Pd e M5s.

L’emblematico caso ennese

Enna rappresenta il caso più emblematico della difficoltà di tenere insieme le coalizioni. Il centrodestra non solo è diviso, ma moltiplicato. La candidatura di Forza Italia è Paolo Gargaglione, presidente del Consiglio comunale, sostenuto dalla deputata regionale Luisa Lantieri. A sfidarlo nello stesso schieramento sarà Giovanni Contino, architetto ed ex assessore, appoggiato dall’asse Mpa-Grande Sicilia e Noi Moderati. Un vero e proprio derby azzurro che indebolisce l’intero campo moderato. E la frammentazione non finisce qui: nel centrosinistra si candida Mirello Crisafulli, ex senatore del Pd, che ha già incassato l’appoggio del movimento di Cateno De Luca. A completare il quadro, il civico Filippo Fiammetta. Con quattro candidati in corsa, Enna si prepara a un voto imprevedibile.

Marsala e Ispica: dove il centrodestra prova a ricompattarsi

Qualche segnale di ricomposizione arriva dalle due province occidentali. A Marsala, dopo il braccio di ferro iniziale tra il sindaco uscente Massimo Grillo (che si ricandida) e le varie anime del centrodestra, è arrivata la convergenza su Giulia Adamo. Ex deputata regionale e già sindaca tra il 2012 e il 2017. Adamo sarà sostenuta da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, mentre l’Udc è rimasto fedele a Grillo. Il centrosinistra, invece, si è compattato su Andreana Patti, ex assessora della giunta Tranchida.

A Ispica il centrodestra ha trovato un punto di equilibrio candidando Angelo Galifi, leader provinciale dell’Mpa, con il sostegno di Forza Italia. La partita, però, si annuncia vivace: sul fronte progressista, Controcorrente e il campo largo hanno scelto Serafino Arena. Con il leader La Vardera che annuncia: «Il campo largo continua a essere unito e compatto».

Il fattore De Luca sulle Comunali in Sicilia

Se c’è un dato che attraversa trasversalmente tutte le principali sfide, è l’espansione di Sud chiama Nord. Il movimento di Cateno De Luca, forte del «modello Messina», ha piazzato i suoi candidati in diversi centri: a Barcellona Pozzo di Gotto corre Melangela Scolaro, a Milazzo l’ex sottosegretaria Laura Castelli, a Giardini Naxos Salvo Puccio. L’obiettivo è quello di trasformare le Comunali in Sicilia in un moltiplicatore di consenso in vista delle Regionali del 2027. Con De Luca che si candida apertamente a diventare il prossimo presidente della Regione. In diretta sfida con il suo ex pupillo Ismaele La Vardera.

Per il resto, si segnalano le sfide di Bronte (nel Catanese) dove il centrodestra è diviso tra il forzista Giuseppe Castiglione e i nomi di FdI e Lega. A Termini Imerese (nel Palermitano) la sindaca uscente Maria Terranova si ricandida contro una possibile candidatura dell’ex sindaco Francesco Giunta o del senatore di FdI Antonio Battaglia.

Il quadro che emerge è quello di un centrodestra che, pur consapevole della necessità di andare unito per contenere l’avanzata di De Luca e il riposizionamento del centrosinistra, fatica a tradurre l’intenzione in fatti concreti. A un mese e mezzo dal voto per le Comunali in Sicilia, lo spettro delle Provinciali dell’anno scorso, quando le divisioni interne costarono cari ai moderati, aleggia pesante sui tavoli regionali di Palermo. L’appuntamento con le urne, per i partiti di maggioranza, sarà un primo vero banco di prova per il governo targato Renato Schifani. Governo in chiara sofferenza anche a seguito degli attacchi interni provenienti da Catania e da Roma.


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