Pd, Faraone: le primarie e «l’implosione» del M5s «In Sicilia supereremo i 50mila voti di Rousseau»

Ha cercati di non alimentare le polemiche a mezzo stampa in questa travagliata fase congressuale, non rispondendo alle critiche mossegli dai siciliani dell’area Zingaretti ma replicando invece allo stesso Nicola Zingaretti che, in visita a Catania due settimane fa, aveva messo in dubbio il suo ruolo di segretario regionale. Oggi Davide Faraone, invece, ha convocato la stampa per fare il punto sulla primarie, parlare della «festa della democrazia» e annunciare che il suo partito punta a una «partecipazione di qualità», con l’obiettivo di superare, soltanto in Sicilia, il dato nazionale dei Cinquestelle nel voto online sulla piattaforma Rousseau per decidere sull’immunità a Matteo Salvini, quando a votare sono state circa 50mila persone. 

Ma nonostante le intenzioni, le stilettate agli zingarettiani partono lo stesso, ad esempio in un passaggio della conferenza stampa in cui Faraone parla di una app che segue il principio secondo cui «per vivere felice devi ricordarti che devi morire cinque volte al giorno. Da quando faccio il segretario – ha aggiunto – vedo tanti che ricordano invece il predicatore che diceva a Massimo Troisi “ricordati che devi morire” e lui rispondeva “mo’ me lo segno”». 

«Le polemiche – ha sottolineato ancora il segretario dem – non ci interessano, ci interessa rendere il Pd molto più umano e vicino ai cittadini. Si riparte dal fatto che abbiamo riaperto la sede a Palermo e l’abbiamo resa più moderna e dalla possibilità di fare partecipare chi vorrà farlo al rilancio. Una sede che costava 5mila euro al mese d’affitto e che abbiamo confermato spendendo un quinto, mentre andiamo avanti con la forza dell’attività di volontariato, facendo ripartire una macchina che stiamo rilanciando con una presenza diffusa in tutto il territorio siciliano».

Tornando invece al Movimento 5 Stelle, Faraone non ha dubbi e parla di una forza politica che vede «implodere di giorno in giorno, con tutte le sue contraddizioni. Più si snaturano, più implodono. E più andranno avanti con questa involuzione di idee e principi, più imploderanno. Il Partito democratico – ha aggiunto – metterà in campo tutte le azioni per essere la vera alternativa politica trasmettendo certezza, fiducia e positività».

Entrando invece nel merito della sfida che in Sicilia si profila a due tra Nicola Zingaretti e Maurizio Martina, Faraone sostiene che «non ci interessa chi sarà il vincitore delle primarie, quello che ci sta più a cuore è che queste primarie siano una festa della democrazia». I gazebo allestiti saranno complessivamente 415, poco meno dei 450 messi in campo alle scorse primarie, seppure su questo non manchino le polemiche, soprattutto per i pochi seggi (un terzo rispetto alla precedente tornata) destinati a Palermo città. E ancora, 1.500 in tutto i volontari che accoglieranno i cittadini che vogliono esprimere la loro preferenza tra Zingaretti, Martina e Giachetti come nuovo segretario del Pd. Per votare sarà necessaria il documento d’identità, la tessera elettorale e il versamento del contributo di due euro. 

«In questi mesi abbiamo riportato il Pd sulla strada – ha aggiunto Faraone – stando vicini alle persone che ci hanno chiesto aiuto anche per riaprire una strada, stando vicini agli agricoltori per rappresentare le loro problematiche, a testimonianza del fatto che voglia stare tra le gente e penso che abbiamo già recuperato tantissimo. La partecipazione a queste primarie sarà un dato essenziale anche per capire lo stato di salute del partito. Quindi invito cittadini a partecipare a questa festa e superare la quota 50mila che ci siamo dati. Sarebbe già un bel segnale di vitalità». Anche se c’è chi gli fa notare che alle scorse primarie in Sicilia votarono circa 140mila persone, per cui la quota 50mila potrebbe essere una «vittoria» sui Cinquestelle, ma non rispetto ai momenti più alti che si sono respirati in casa dem, anche nell’Isola.


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