Il PD siciliano abbandonato da Renzi e Davide Faraone in versione Dr. Jekil e Mr. Hyde…

IL DUBBIO E’ CHE IL LEADER DEI RENZIANI SICILIANI ABBIA FATTO PIAZZA PULITA PERCHE’ SI STAREBBE PREPARANDO A FARE COMMISSARIARE LA REGIONE SICILIANA PER PRENDERE IL POSTO DI CROCETTA E LUMIA

di Carmelo Raffa

I due volti di Davide Faraone ci fanno ricordare il Dr. Jekil e Mr. Hyde. Nessuno può dimenticare quante critiche ha mosso ai vertici regionali del PD siciliano all’atto della nascita del Governo Letta. Motivo: un PD siciliano poco autorevole aveva ottenuto appena un ministro (il siracusano Carlo Trigilia) e un sottosegretario (Giuseppe Beretta). A distanza di circa 10 messi, dopo che il suo mentore, Matteo Renzi, ha occupato Palazzo Chigi, il Partito Democratico dell’Isola non esprime né un Ministro, né un sottosegretario. Ma tutto viene giudicato perfetto da Faraone!

Addirittura, Faraone definisce “provinciali” coloro i quali si permettono di criticare e di far notare tutto ciò.

Dieci mesi fa, però, tutto era Matteo Renzi,  diverso, perché al Governo non c’era il suo nuovo ‘capo’ma Enrico Letta. Allora Faraone si spingeva fino al punto di dichiarare che poteva decidere di non votare la fiducia al Governo.

D’altronde, che cosa possiamo sperare da questo personaggio che, qualche mese fa, stringeva l’alleanza con Giuseppe Lupo per ottenere l’appoggio sulle candidature presentate ai Congressi provinciali per gli amici suoi?

Dopo avere raggiunto l’obiettivo, anche sfruttando la frase “siamo renziani e dobbiamo collaborare” ed ottenuto i risultati, a cominciare da Palermo con l’elezione di Carmelo Miceli a Segretario Provinciale del PD, che fa Faraone? Anziché fare il suo dovere e ricambiare il favore a Lupo preferisce sfasciare l’alleanza e costruire una alleanza ibrida, da noi definita armata Brancaleone, che porta all’elezione di Fausto Raciti a Segretario regionale. E con chi si allea? Con Mirello Crisafulli che qualche settimana prima aveva aspramente criticato. E con Giuseppe Lumia. 

Che dire? In questo momento possiamo affermare che il neo Segretario regionale del PD siciliano, Fausto Raciti, al contrario di Faraone, sta dimostrando coraggio ed anziché nascondersi o fare il servo sciocco del Premier afferma a chiare lettere che è deluso e preoccupato del fatto che il PD siciliano è stato lasciato da Renzi con il culo a terra.

Ovviamente, Renzi e Faraone hanno fatto di più: hanno mollato – contemporaneamente – il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e lo stesso Lumia. Dire che Crocetta e Lumia hanno fatto una figura barbina è poco.

Crocetta aveva candidato l’assessore all’Economia, Luca Bianchi, a sottosegretario per sbarazzarsene. Renzi e Faraone non l’hanno nominato. Lasciando Bianchi in Sicilia a controllare i conti per la gioia delle burocrazia ministeriali.

Non è andata meglio a Lumia. Che sognava di arraffare una poltrona di sottosegretario. A Lumia, adesso, non resterà che candidarsi alle elezioni europee.

Insomma, Renzi e Faraone e si sono giocati, in un solo colpo, la Sicilia, Crocetta, Lumia e il giovane Raciti.  Da qui un dubbio: non è che Faraone ha fatto il vuoto attorno a sé perché ambisce a prendere il posto di Rosario Crocetta alla presidenza della Regione? Magari dopo il commissariamento della stessa Regione?  

Persino Mila Spicola, vice segretario del PD siciliano, fedelissima di Faraone, componente della direziona nazionale del Partito non sembra molto convinta. Anzi.

MIla Spicola si dice “contenta e soddisfatta dal punto di vista personale per l’ottima scelta di viceministri e sottosegretari che completano la squadra del Governo Renzi”. Ma aggiunge: “Come vice segretario regionale del PD, però, mi è d’obbligo rilevare con sorpresa che il PD siciliano non viene in nessun modo rappresentato in tale squadra nonostante il grande sostegno e l’affetto mostrato sempre dai siciliani, militanti o meno nel PD, nei confronti del presidente del Consiglio”.

Antonio Ferrante, leader dell’area BigBag in Sicilia e componente della neoeletta Assemblea regionale del Partito Democratico siciliano precisa “L’assenza di sottosegretari siciliani del Partito Democratico nel Governo Renzi dispiace, ma invita a fare di più”.

“E’ fatto spiacevole  – aggiunge – che non ci demotiva, ma al contrario ci spinge in linea col progetto di Matteo a contribuire maggiormente per rafforzare l’area ideale nella quale ci riconosciamo nel PD isolano”.

Poi arriva la stilettata: “È chiaro – dice Ferrante – che oggi il Partito in Sicilia appare non autosufficiente e male rappresentato negli organi nazionali. Per questo motivo siamo più motivati come area ideale delle idee di Renzi, pronti a riconquistare posizioni attraverso il metodo della partecipazione e del merito, che ci ha permesso di raggiungere alle scorse primarie risultati straordinari”.


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