La mossa del cavallo arriva a rimescolare le carte di una scacchiera politica isolana che sembrava immobile. Cateno De Luca spazza via il chiacchiericcio romano, disinnesca le trappole del centrodestra e rilancia la propria candidatura alla presidenza della Regione Siciliana. Nessun ministero in vista, nessuna scorciatoia capitolina: il leader di Sud Chiama Nord blinda la […]
Foto di Cateno De Luca
Regionali 2027, De Luca rompe gli indugi e svela la fantasquadra di governo
La mossa del cavallo arriva a rimescolare le carte di una scacchiera politica isolana che sembrava immobile. Cateno De Luca spazza via il chiacchiericcio romano, disinnesca le trappole del centrodestra e rilancia la propria candidatura alla presidenza della Regione Siciliana. Nessun ministero in vista, nessuna scorciatoia capitolina: il leader di Sud Chiama Nord blinda la sua corsa per il dopo-Schifani e cala l’asso di briscola, arruolando in anticipo, ma a quanto pare a loro insaputa, i primi tre assessori pescati direttamente nei territori dell’opposizione, tra le fila di Partito democratico e Movimento 5 Stelle.
Il no secco a Roma: priorità assoluta alla Sicilia
Le sirene romane e le voci insistenti su un possibile soccorso istituzionale, o su una poltrona di peso nel governo nazionale targato Fratelli d’Italia, si infrangono contro il muro eretto dall’ex sindaco di Messina. Ospite della trasmissione L’Intervista sul canale televisivo Rei Tv, De Luca ha chiuso a qualsiasi ipotesi di sfilamento dalla contesa siciliana. «Non mi è stato promesso un ministero e non rinuncio alla presidenza della Regione», ha tagliato corto, sgomberando il campo dai dubbi.
L’intesa siglata a livello nazionale con la coalizione guidata da Giorgia Meloni risponde a logiche istituzionali ben precise, tese a dare voce all’esperienza amministrativa dei sindaci. Ma sul fronte interno e regionale, la linea non cambia di una virgola. Sud Chiama Nord resta saldamente all’opposizione del governo di Renato Schifani e mantiene le mani libere, rivendicando piena autonomia strategica in vista delle prossime regionali.
Il fantagoverno pescando tra Pd e M5s
La vera scossa tellurica, tuttavia, si registra sul piano delle alleanze programmatiche. De Luca ha deciso di bruciare i tempi, svelando i primi tre nomi della sua futura squadra di governo. Un segnale politico che vorrebbe guardare a un asse progressista e autonomista capace di superare le vecchie logiche dei blocchi contrapposti.
La scelta cade su tre pesi massimi dell’Assemblea regionale siciliana. Nel fantagoverno per la delicata casella del Bilancio, il leader di ScN vorrebbe il pentastellato Luigi Sunseri. Per l’Agricoltura, la scelta premia il dem Nello Dipasquale, mentre ai Beni culturali, viene designato Fabio Venezia, ex sindaco di Troina ed esponente del Pd all’Ars. Profili dotati di solida esperienza amministrativa e di un radicamento territoriale indiscutibile, definiti da De Luca come professionisti stimati con i quali vorrebbe avviare un cantiere di governo alternativo all’attuale esecutivo. Adesso bisognerà capire le risposte dei diretti interessati.
Un terremoto che disorienta la maggioranza
La fuga in avanti dell’ex sindaco di Taormina rischia adesso di mandare in tilt i piani dei partiti tradizionali. Nel centrodestra cresce il nervosismo, con i alleati che chiedono chiarimenti urgenti sui doppi giochi tra Roma e Palermo. Dall’altra parte, il centrosinistra si ritrova spiazzato: l’offerta aperta di coabitazione di governo avanzata da De Luca costringerà i vertici di Pd e M5s a uscire allo scoperto, accettando la sfida di un’alleanza o correndo il rischio di subire l’iniziativa politica di un avversario abile nel dettare l’agenda. La partita per la Sicilia è ufficialmente aperta.