Fase delicata per il Pd in Sicilia: davanti alle dimissioni di Anthony Barbagallo, la segretaria nazionale Elly Schlein ha deciso per un direttorio composto da più figure. Dopo sette anni di mandato di Barbagallo, la sua scelta di un passo di lato in un clima di tensioni interne ha portato al superamento della gestione monocratica. […]
Pd Sicilia, Barbagallo resta nel nuovo direttorio regionale retto da Provenzano
Fase delicata per il Pd in Sicilia: davanti alle dimissioni di Anthony Barbagallo, la segretaria nazionale Elly Schlein ha deciso per un direttorio composto da più figure. Dopo sette anni di mandato di Barbagallo, la sua scelta di un passo di lato in un clima di tensioni interne ha portato al superamento della gestione monocratica. Ma con un paradosso: lo stesso Barbagallo, infatti, rimane in sella nel nuovo organismo di gestione collegiale. Dimostrando come le dinamiche interne del Partito democratico siciliano fatichino ad affrancarsi dagli equilibri preesistenti. Finendo per riproporre le stesse figure apicali anche nelle fasi dichiaratamente destinate al rinnovamento.
Continuità strategica o debolezza?
La scelta di mantenere l’ex segretario Pd al centro del nuovo direttorio solleva interrogativi sulla reale volontà di cambiare rotta in Sicilia. Negli ultimi anni, la linea politica del partito nell’Isola non si è distinta per una particolare incisività nei confronti della maggioranza di governo regionale. Faticando a strutturare un’alternativa solida e attrattiva per l’elettorato. La garanzia di continuità incarnata dalla presenza di Barbagallo nel direttorio appare, dunque, come il frutto di una mediazione al ribasso tra le diverse correnti nazionali e locali. Più preoccupate di congelare le conflittualità interne che di elaborare una proposta politica radicalmente nuova.
I protagonisti del nuovo organismo collegiale
La cabina di regia siciliana è affidata alla supervisione del Nazareno e coordinata dal responsabile Esteri della segreteria nazionale, Giuseppe Provenzano. Accanto a lui, oltre a Barbagallo, anche Teresa Piccione, segretaria del Pd Palermo ed esponente dell’area riformista legata all’eurodeputato Giuseppe Lupo. E poi Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars; Valentina Chinnici, area Schlein; oltre a Nico Stumpo e Marco Sarracino, dirigenti nazionali.
Le prospettive verso le prossime sfide elettorali
Il compito del nuovo organo collegiale si preannuncia complesso. Oltre al superamento delle ataviche divisioni tra correnti, il direttorio dovrà definire la linea politica per costruire un’alleanza progressista competitiva in vista delle prossime elezioni. E riallacciare il dialogo con la base degli iscritti. Resta da vedere se questa formula gestionale saprà dare la scossa necessaria. Il rischio è di rinviare i nodi irrisolti di un partito chiamato a ritrovare identità e incisività sull’Isola.