Formazione, lo Snals contesta alle associazioni degli enti il blocco dei corsi

ALL’ORGANIZZAZIONE SINDACALE NON VA GIU’ LA MANCATA CONCERTAZIONE

Prosegue lo stato di agitazione del personale della formazione professionale proclamato agli inizi del mese di settembre dallo Snals Confsal.

Alla base della protesta del sindacato, la decisione, assunta lo scorso 24 settembre dalle associazioni degli Enti Forma Sicilia, Cenfop, Assoform, Asef e Anfop di sospendere tutto il personale dipendente con richiesta di accesso agli ammortizzatori sociali.

Decisione che enti cambieranno solo se interverranno novità.

Lo Snals Confsal contesta alle associazioni datoriali la mancata concertazione sulla sospensione di tutto il personale delle filiere Interventi Formativi e Servizi formativi.

Inoltre, si legge in una nota diffusa dalla citata organizzazione sindacale, lo Snals Confsal settore formazione professionale “manifesta la preoccupazione per l’angosciante aggravarsi dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore per non aver ancora percepito le spettanze maturate ad oggi che, in alcuni casi, arrivano a più di 27 mensilità”.

“Tale situazione – si precisa nella citata nota – sta creando un allarme sociale che porta questa organizzazione sindacale a dichiarare lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale”.

“Lo Snals Confsal sottolinea come “all’emergenza salariale, che ha raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i lavoratori del settore, si aggiunge l’ulteriore emergenza che induce la sottoscritta organizzazione sindacale a palesare grosse perplessità per il futuro lavorativo di tali operatori. Infatti, dalla nota di giorno 24 settembre 2014 delle associazioni degli enti formativi, che hanno deciso la sospensione di tutto il personale degli Interventi e dei Servizi formativi con richiesta di accesso alla Cassa integrazione in deroga (Cigd) sino al 31/12/2014, si evince un netto taglio del personale della formazione professionale, situazione questa che mette fortemente a rischio la continuità lavorativa di una buona parte dei lavoratori del settore”.

Pertanto, attraverso la richiamata nota sindacale, lo Snals Confsal invita il Governo regionale a concretizzare gli impegni assunti precedentemente sulle sotto elencate richieste:

– accelerare i mandati di pagamento di tutto il personale per dare la possibilità di percepire tutte le mensilità spettanti;

– velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;

– affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;

– verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1 agosto 2012;

– risolvere e sbloccare i pagamenti del personale impegnato nei corsi di Istruzione e obbligo formativo;

– impiegare il personale degli sportelli multifunzionali ancora privi d’incarico;

– avviare i corsi del Ciapi ed impiegare tutto il personale ancora privo di lavoro e sostegno da più di 11 mesi;

– concentrare tutta l’attività del dipartimento regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del Lavoro e del dipartimento regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, per l’erogazione dei mandati di pagamento spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;

– appurare la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici;

– controllare se ci sono le condizioni nei confronti dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la conclusione dei procedimenti;

– procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto non rientranti nel progetto Prometeo;

– fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n.223 del 23 luglio 1991, senza tenere conto del Contratto collettivo di lavoro della categoria e delle leggi regionali.

“Qualora non dovessero giungere segnali volti alla soluzione delle criticità del settore e garantiti con atti giuridici vincolanti i lavoratori del settore – dichiara Giuseppe Milazzo, coordinatore regionale della Formazione professionale dello Snals Confsal – intraprenderemo tutte le iniziative di lotta per la tutela degli operatori”.

 


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