Ecco chi a Sala d’Ercole ha salvato Nellina dalla disfatta

SONO STATI I DEPUTATI CIMINO, GUCCIARDI, MILAZZO, FAZIO, GIANNI, ARANCIO A FAR RILEVARE L’ASSENZA DEL NUMERO LEGALE OTTENENDO IL RINVIO DEI LAVORI CHE SI ERANO MESSI MALISSIMO PER IL GOVERNO REGIONALE. INTANTO 10000 LAVORATORI FANNO LA FAME SUBENDO UNO SPETTACOLO POLITICO VERGOGNOSO

E così fu che la fanteria intervenendo “in zona Cesarini” ha salvato a Sala d’Ercole la giovane Nellina da sicuro decadimento politico.

Non è la trama di un film, ma l’ironica sintesi dello spettacolo politico andato in scena due giorni fa all’Ars dove l’assenza di due terzi dei parlamentari ha confermato il totale disinteresse della maggioranza che sostiene il Governo del presidente Rosario Crocetta ai problemi della Formazione professionale.

Le cronache del 29 aprile raccontano, difatti, dell’intervento in Aula dell’esercito al seguito del presidente della Regione, Rosario Crocetta, che ha strappato dalle grinfie dei partiti e movimenti della minoranza all’Assemblea regionale siciliana l’inesperta Nelli Scilabra, assessore, non troppo preparato, all’Istruzione e alla Formazione professionale per grazia ricevuta da Beppe Lumia che della, giovane, detiene l’imprimatur politico.

Mentre Nellina scivolava velocemente verso il suicidio politico, votando favorevolmente tutte le mozioni, ad un certo punto sono intervenuti i “giannizzeri” di Crocetta, così come li ha apostrofati il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Marco Falcone, il gruppo di “accoliti” del presidente che, chiedendo il numero legale, hanno sottratto l’assessore alla Formazione professionale dai carboni ardenti.

E proprio emulando la fanteria che, a partire dal XIV secolo, ha formato la guardia personale e dei beni del sultano ottomano, i deputati Girolamo Fazio eletto nel Pdl ed oggi presidente del Gruppo misto all’Ars, Antonella Milazzo, eletta nella lista “La Rivoluzione è iniziata” e iscritta al Gruppo PD, Pippo Gianni, eletto nella lista Cantiere popolare ed oggi esponente del Gruppo misto, Giuseppe Arancio del Partito Democratico, Michele Cimino, esponente di Grande Sud ed il capogruppo del PD all’Ars, Baldo Gucciardi, hanno indossato l’armatura da combattimento per difendere il presidente Crocetta, sottraendo Nellina ai nemici politici.

Ed è così che, su proposta di Cimino, i citati parlamentari Fazio, Milazzo, Gianni, Arancio e Gucciardi hanno appoggiato la richiesta di numero legale, facendo volontariamente sospendere prima e rinviare alla prossima settimana i lavori che avevano preso una brutta piega per l’assessore Scilabra e quindi per il Governo Crocetta.

Il vice presidente dell’Ars, Antonio Venturino, che sostituiva il presidente Giovanni Ardizzone, nella conduzione dei lavori d’aula, ha dovuto rinviare a martedì 6 maggio a partire dalle ore 16,00 la seduta per la ripresa della discussione unificata delle mozioni sulla Formazione professionale per la presenza solamente di 29 deputati su 90.

Sono due i fatti politici che emergono con chiarezza.

Se si fa eccezione per i ventinove deputati presenti in Aula, a sessantuno parlamentari siciliani non interessano le sorti di dieci mila famiglie siciliane, di circa quaranta mila famiglie interessate a formare i propri figli, ed centinaia aziende e fornitori dell’indotto che uniti ad un migliaio di enti formativi costituiscono l’esercito di soggetti interessati alle sorti del sistema formativo regionale. Ai partiti della maggioranza che sostiene il Governo regionale ed al presidente Crocetta non interessano questi siciliani che inutilmente attendono da diciassette mesi risposte dal governatore ‘rivoluzionario’.

L’assessore Scilabra, poi, ha dato il meglio di se stesso e non solo presentandosi con il compitino fatto a casa. La lettura di una relazione fredda e numerica ha confermato l’inadeguatezza del Governo regionale. Di più: la stessa Sciabra, durante lo svolgimento dei lavori, ha espresso parere favorevole a diverse mozioni, in perfetta contraddizione con la posizione politica che aveva assunto difendendo l’attività svolta nella Formazione professionale.

Prima, attraverso la relazione letta in aula, la Scilabra ha cercato di dimostrare di aver ben operato in questi diciassette mesi; poi, invece, ha votato favorevolmente tutte le mozioni poste in votazione, smentendosi.

Ha espresso parere favorevole alle seguenti mozioni: la n.16 relativa a “Interventi a garanzia del personale in esubero del comparto della formazione professionale”, la n.33 “Notizie sulla determinazione della Commissione europea sul Fers con particolare riferimento ai fondi impegnati per la formazione professionale”, la n.247 “Pagamento delle retribuzioni pregresse agli operatori della formazione professionale”, la n.252 “Urgente approvazione e pubblicazione dell’albo degli operatori della formazione professionale”.

Mozioni approvate dall’Assemblea regionale siciliana prima del sipario calato per effetto del pronto ed efficace intervento dei “giannizzeri di Crocetta”, la fanteria sempre pronta a fare il proprio dovere pur di salvare la poltrona.

 

 


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