Aci Greenways, previsti nuovi arredi per il percorso  In corso analisi al terreno. «Non stiamo a guardare»

Oltre due chilometri di percorso che attraversa la riserva naturale della Timpa di Acireale da percorrere a piedi o con la bicicletta tra la vegetazione mediterranea. La descrizione è sicuramente fascinosa e attirerebbe sportivi e appassionati, ma al momento la piena fruibilità di Aci Greenway – questo il nome del percorso che verrà – rimane soltanto un desiderio da potere immaginare. Con un costo di 500mila euro, le opere sul vecchio tracciato di Rete ferroviaria italiana, iniziate nel 2019, sarebbero state completate da circa un anno, ma adesso a mancare è il documento che certifica il completamento del collaudo. Nel frattempo Acireale attende di poter utilizzare in piena regola il percorso, temendo però che l’opera possa restare menzionata nel libro delle incompiute acesi. Tuttavia, in questi ultimi giorni, su Aci Greenway sarebbero stati fatti dei passi avanti. Il Comune, insieme agli altri territori dell’hinterland ha presentato dei progetti per poter usufruire delle somme relative ai Patti territoriali messe a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico che andranno a finanziare «progetti volti allo sviluppo del tessuto imprenditoriale e territoriale». 

Approfittando della possibilità l’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Alì ha presentato due piani: uno rivolto alla Cittadella del Carnevale, l’altro riguarda proprio Aci Greenway per cui sono stati realizzati dei progetti che prevedono «nuove panchine e arredi, compresa una parete per l’arrampicata», come fa sapere a MeridioNews l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Raciti. Nuove iniziative a corredo del percorso ciclopedonale sulla Timpa che adesso attendono di essere accolte dal governo nazionale. Perché questi ultimi possano essere approvati, il Comune ha nominato Anna Maria Liotta e Massimo Sciacca: gli esperti, che operano già all’interno dell’Ente, ricopriranno rispettivamente il ruolo di Responsabile unica del procedimento e di progettista. Attorno all’opera sono previsti anche dei percorsi che permetteranno di poterla raggiungere più facilmente dalla Strada statale 114 e dal vicino Presepe settecentesco. A queste iniziative che sono state pensate si aggiunge la donazione di alcuni terreni da parte di un privato: anche questi aiuteranno a poter accedere ad Aci Greenway dalla 114 e in un fazzoletto di terreno potrà essere realizzato un parcheggio per i fruitori del percorso ciclopedonale. 

Passi avanti e opere che verranno nel futuro. Il presente intanto ci dice che Aci Greenway è ancora chiuso, anche se talvolta si vedono alcuni appassionati accedere al percorso. Sull’opera è attesa la certificazione dell’avvenuto collaudo dei lavori. Le analisi sarebbero già iniziate ma sono andate a rilento. «Facciamo dei sopralluoghi continuamente – precisa l’assessore – L’ultimo è stato fatto pochi giorni fa dalla direzione dei lavori e dal collaudatore. In questi giorni sono stati fatti dei carotaggi, con un prelievo di campioni del terreno». La copertura con cui è stato realizzato il manto della pista è stata oggetto di contestazioni da parte di privati e da un consigliere comunale, finendo per essere oggetto delle attenzioni della procura. La pavimentazione, infatti, avrebbe subito delle variazioni in corso d’opera: inizialmente avrebbe dovuto essere realizzata con un saldante per compattare il terreno, salvo poi essere sostituita dal materiale ferroviario e dai detriti presenti sul posto. Inoltre, come prescritto da una relazione di maggio 2020, si sarebbero dovute realizzare delle opere di contenimento dei detriti che provengono dalla statale.

Al nostro giornale il direttore dei lavori Sebastian Carlo Greco aveva affermato che le scelte intraprese non hanno avuto un impatto sul territorio, permettendo di operare in economia. Il manto su cui dovrebbero passare le biciclette ha presentato delle erosioni. La Repin, ditta che si è aggiudicata i lavori con un ribasso del 40 per cento, dal canto suo ha completato gli interventi. Secondo quanto segnalato, a operare in subappalto è stata anche Sicilverde: un passaggio, quest’ultimo, su cui anche alcuni consiglieri avevano chiesto dei chiarimenti. «Stiamo facendo il possibile per avere il certificato di collaudo – prosegue l’assessore – Ci sono state segnalate, e conosciamo, alcune anomalie, ma spetterà agli esperti accertarle. Attendiamo l’esito degli esami che seguiranno agli ultimi campionamenti, sulla base di quelli si potranno capire i tempi di consegna dell’opera o eventuali responsabilità – conclude Raciti – Seguiamo ogni passaggio e di certo il Comune non starà a guardare: abbiamo pagato l’opera e adesso lavoriamo sodo per velocizzare i procedimenti che ci attendono e avere prima possibile la certificazione del collaudo». 


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