Le opere di ristrutturazione avrebbero dovuto concludersi nel 2019, ma la struttura è ancora chiusa. Le associazioni sportive aspettano risposte dal Comune. «Preferisco non dare tempistiche precise», dice a MeridioNews l'assessora Maria Prestigiacomo
Borgo Nuovo, palestra comunale da anni in attesa di riaprire «Per molti giovani è l’unica alternativa al rischio criminalità»
Avrebbe dovuto essere il simbolo di un cambio di rotta in un quartiere con diverse situazioni di disagio sociale. E, invece, a quasi quattro anni dalla sua chiusura per i lavori di ammodernamento, la palestra comunale nella zona di Borgo Nuovo rimane ancora con i cancelli sbarrati, vuota e in preda agli atti vandalici. A marzo del 2019, quasi un anno dopo la chiusura, sono iniziate le opere di ristrutturazione decise dal Comune – per un valore di 800mila euro – con particolare attenzione al tetto, passando dai servizi igienici alle vetrate, fino all’impianto elettrico. Secondo le previsioni dell’amministrazione, tutto avrebbe dovuto essere completato entro gennaio del 2020 ma, complice anche l’inizio della pandemia da Covid-19, i lavori sono stati sospesi a fine febbraio.
A pesare sul blocco delle opere sarebbe stata anche l’impossibilità della ditta a cui era stato affidato il subappalto di eseguire i lavori. «Dopo i problemi con la ditta subappaltatrice, si sono persi dei mesi per ricercare un altro privato – spiega Calogero Picone dell’associazione ComPa a MeridioNews – Nel frattempo, tra proroghe concesse dal Comune a perizie di variante emerse in corso d’opera, era stato detto che i lavori si sarebbero conclusi lo scorso maggio. Intanto, è arrivato settembre e ancora attendiamo». Oltre a richiedere delle risposte all’amministrazione guidata dal sindaco Leoluca Orlando, gli attivisti hanno portato sul banco della giunta anche la questione delle aree limitrofe, che secondo l’associazione «sono lasciate in completo abbandono. Avevano detto che Borgo Nuovo doveva essere il quartiere dello sport, che doveva esserci un rilancio – prosegue l’attivista – Ma, solo per fare qualche esempio, le strade di accesso alla palestra, il parco Tindari e i campetti di Largo Gibilmanna sono completamente dimenticati».
E mentre i volontari evidenziano come la tentata riqualificazione della zona si sia arrestata, rimane il problema della palestra comunale, costruita negli anni Settanta con i fondi del credito sportivo e poi passata sotto la gestione pubblica. Nella struttura si praticavano discipline come lotta e judo. Da anni, il presidente del Club Atletico Antonio Fabbra Salvatore Gozzi porta avanti la disciplina della lotta greco-romana. «Avevamo più di 50 ragazzi tesserati – ricorda Gozzi che era diventato per loro un punto di riferimento – Ora ne abbiamo appena sei». Per tutti il servizio era gratis, esclusa l’iscrizione. «Per molti lo sport rappresenta l’alternativa al rischio di cadere nella trappola della criminalità. Da quando la palestra è stata chiusa – aggiunge Gozzi – le vetrate sono state rotte e assistiamo a continui atti vandalici. Qualcuno ha anche cercato di occuparla abusivamente. Ci interfacciamo di continuo con l’amministrazione – continua Gozzi – Hanno detto che ci sono stati problemi strutturali emersi durante i lavori, ma non hanno mai dato tempi certi».
A provare a fare chiarezza su quello che è accaduto in questi anni è l’assessora ai Lavori pubblici Maria Prestigiacomo. «La ditta si è accorta che il controsoffitto doveva essere rifatto per intero e gli infissi erano deteriorati, quindi si è deciso di intervenire in corso d’opera. Tutto – precisa Prestigiacomo – rientra nella stessa somma stanziata per i lavori. Preferiamo intervenire adesso piuttosto che riconsegnare una struttura che poi rischia di dovere subire altri interventi». Stando a quanto riferisce la stessa assessora, i tempi si sono dilatati anche per il cambio del responsabile unico del procedimento. «Nei mesi scorsi, il rup che era stato nominato inizialmente ha vinto un concorso alla Regione. Proprio in queste ore, è appena stata nominata un’altra figura che lo sostituirà. Questo – conclude Prestigiacomo – ci permetterà di riconsegnare la palestra quanto prima, ma preferisco non dare delle tempistiche precise».