Sul panorama politico siciliano la nebbia è così fitta da rendere indistinguibili i contorni delle alleanze e il profilo stesso del futuro. Nelle stanze dei palazzi del potere palermitano, tra i corridoi affrescati di Palazzo d’Orléans e le navate solenni di Palazzo dei Normanni, il tempo sembra essersi fermato in una sospensione carica di nervosismo. […]
PALAZZO D'ORLEANS, SEDE DELLA PRESIDENZA REGIONE SICILIA, A PALERMO
Regionali, il rebus delle candidature: centrodestra diviso e opposizioni in cerca di sintesi
Sul panorama politico siciliano la nebbia è così fitta da rendere indistinguibili i contorni delle alleanze e il profilo stesso del futuro. Nelle stanze dei palazzi del potere palermitano, tra i corridoi affrescati di Palazzo d’Orléans e le navate solenni di Palazzo dei Normanni, il tempo sembra essersi fermato in una sospensione carica di nervosismo. Tutti si muovono a tentoni, attanagliati da una paralizzante incertezza che non risparmia alcuna sigla politica. Tra veti incrociati, veleni interni, ritiri e improvvise autocandidature, le coalizioni somigliano a grandi cantieri a cielo aperto, nei quali nessuno ha più in mano il progetto architettonico. In questa stagione di transizione manca quasi del tutto la sostanza della visione. Non si intravede un vero programma di governo, non si leggono idee strutturate per colmare i ritardi storici dell’isola, né un piano organico per restituire speranza a una terra stremata.
Forza Italia: tramontata la ricandidatura Schifani, scontro a tre tra Falcone, Minardo e Mulè
Il quadro all’interno di Forza Italia ha subito una profonda evoluzione, infatti l’ipotesi di un secondo mandato per il presidente uscente Renato Schifani appare ormai accantonata, aprendo la corsa interna a una nuova leadership per Palazzo d’Orléans. Tra i profili emersi con maggiore forza figurano l’eurodeputato ed ex assessore regionale Marco Falcone, il deputato ed ex coordinatore della Lega Nino Minardo, e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. In merito alla disponibilità a concorrere per la presidenza e alla necessità di un rinnovamento nella gestione della Regione, Marco Falcone spiega che «La Sicilia ha bisogno di una guida dinamica e di una visione di lungo periodo. Forza Italia possiede risorse e competenze amministrative di primissimo piano pronte a mettersi al servizio dei siciliani per dare continuità e nuova spinta al governo della Regione».
Fratelli d’Italia: La spinta per un candidato di punta
Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione sul piano nazionale e con una presenza ben radicata nell’isola, osserva gli equilibri interni agli alleati mantenendo un profilo d’attesa, ma rivendicando il diritto di esprimere il candidato presidente. Con il superamento della ricandidatura dell’uscente in quota Forza Italia, la dirigenza del partito è pronta a mettere sul tavolo profili d’area di alto livello tra parlamentari nazionali ed esponenti della giunta regionale. Il parlamentare e commissario regionale del partito, Luca Sbardella, ha rimarcato le ambizioni della formazione di maggioranza indicando che «se Forza Italia mette in discussione o supera la figura di Schifani, anche Fratelli d’Italia ha il dovere e il diritto di proporre candidature di altissimo livello. Abbiamo assessori regionali esperti, sottosegretari ed eurodeputati pronti ad assumersi questa responsabilità». Ma, per ora, ha scelto la strada attendista.
Partito Democratico: l’autocandidatura di Cracolici e lo stallo dopo le dimissioni di Barbagallo
Il cantiere del Partito Democratico attraversa una fase di forte incertezza e vuoto politico. Alla temporanea avanzata della candidatura di Antonello Cracolici, presidente della Commissione regionale Antimafia, ha fatto seguito uno stallo profondo, consumatosi con le dimissioni rassegnate dal segretario regionale Anthony Barbagallo per via delle fratture interne e dell’impossibilità di trovare una sintesi unitaria. A margine della sua decisione di rimettere il mandato, Barbagallo ha commentato la situazione del partito dichiarando che «la generosità, a volte, consiste proprio nel lasciare spazio affinché una comunità possa ritrovarsi e ripartire più forte. Ho preso atto che la ricomposizione unitaria ancora non arriva ed è giusto fare un passo di lato per consentire al Partito Democratico di costruire un assetto nuovo in vista delle scadenze del 2027».
Movimento 5 Stelle: Nuccio Di Paola e la priorità sui programmi
Nel Movimento 5 Stelle la disponibilità del coordinatore regionale e vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola a guidare la coalizione progressista rimane confermata. Il M5s punta a far valere la propria consistenza elettorale nell’isola, chiedendo agli alleati di non affrettare i tempi sui nomi prima di aver condiviso un programma di rottura rispetto alla gestione del centrodestra, con particolare attenzione alla sanità pubblica e ai servizi per i cittadini. A proposito della propria disponibilità e del metodo per la scelta del candidato, Di Paola ha dichiarato che i pentastellati sono pronti a fare la propria parte «e a mettere a disposizione la nostra esperienza per guidare la Regione, ma il metodo deve essere chiaro: prima si definiscono i temi e le priorità per i siciliani, dalla Sanità allo sviluppo, e poi si sceglie l’allenatore. Non invertiamo l’ordine delle cosa» e ha escluso che Ismaele La Vardera possa essere il candidato del M5S.
Controcorrente: Ismaele La Vardera e l’opzione civica
Nato dall’iniziativa dell’ex deputato regionale Ismaele La Vardera a seguito dell’uscita da Sud chiama Nord, il movimento civico ControCorrente prosegue la propria corsa autonoma. La Vardera reitera la propria intenzione di correre per la presidenza, proponendosi come alternativa trasversale e chiedendo ai partiti tradizionali di superare le vecchie logiche di apparato. In merito alla natura del progetto civico, Ismaele La Vardera ha espresso la propria posizione: «siamo al di sopra e al di là dei vecchi schemi di partito. La mia candidatura nasce dal territorio ed è rivolta ai siciliani stanchi delle solite manovre di palazzo. Il nostro obiettivo è costruire un’alternativa reale basata sui problemi concreti e sulla trasparenza».
Sud chiama Nord: Cateno De Luca e il Governo di Liberazione
Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, prosegue il lavoro sul territorio attraverso la struttura del Governo di Liberazione. Nonostante gli accordi o i dialoghi intrapresi su scala nazionale con Fratelli d’Italia, De Luca rivendica la totale autonomia della propria forza politica nell’ambito regionale. Escludendo anche alleanze con la maggioranza uscente e rilanciando l’ipotesi di una corsa solitaria o aperta a primarie trasparenti. Commentando la linea strategica di Sud chiama. Negli ultimi giorni per De Luca si registra anche una sorta di fuga in avanti con l’indicazione di tre assessori per il suo governo. Tutti pescati tra M5s e Pd.
Italia Viva: Pietro Bartolo candidato di punta con il sostegno di Renzi
In casa Italia Viva la candidatura per la presidenza della Regione è stata ufficializzata sulla figura di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa ed ex eurodeputato. Lanciato dal palco della Leopolda da Matteo Renzi, il nome di Bartolo è stato proposto al tavolo dell’opposizione come profilo ad alto valore simbolico e civile. A seguito del lancio della sua candidatura Bartolo ha dichiarato che accetta «questa sfida con grande senso di responsabilità e spirito di servizio verso la mia terra. La Sicilia ha bisogno di risposte concrete sui diritti, sulla sanità e sul lavoro, ed è necessario unire le forze migliori per costruire un’alternativa di governo credibile e vicina agli ultimi. Sono questi i motivi che mi hanno spinto a candidarmi».
Se si guarda nell’insieme a questo primo scorcio di campagna elettorale, il dato politico che emerge con brutale evidenza è la schiacciante prevalenza della tattica sul pragmatismo. La Sicilia assiste a un gran ballo di posizionamenti in cui tutti i partiti, nessuno escluso, sembrano aver congelato la propria capacità progettuale, scegliendo di rinviare la resa dei conti e le decisioni definitive al prossimo mese di gennaio.