Lo stop degli autotrasportatori in Sicilia perde progressivamente compattezza dopo l’accordo raggiunto ieri a Milano con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. La revoca del fermo annunciata dal Comitato trasportatori siciliani (Cts) non ha convinto tutti. Ai presidi rimasti attivi si aggiunge ora lo scontro tra le associazioni, con accuse contrapposte e la denuncia di […]
Dai tir a TikTok, la protesta in Sicilia va avanti divisa e dal basso
Lo stop degli autotrasportatori in Sicilia perde progressivamente compattezza dopo l’accordo raggiunto ieri a Milano con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. La revoca del fermo annunciata dal Comitato trasportatori siciliani (Cts) non ha convinto tutti. Ai presidi rimasti attivi si aggiunge ora lo scontro tra le associazioni, con accuse contrapposte e la denuncia di presunte intimidazioni ai danni di chi vorrebbe tornare a lavorare. Il Cts ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine contro alcuni gruppi che farebbero riferimento a Giuseppe Richichi, presidente dell’Associazione imprese autotrasportatori siciliani.
Richichi è un volto noto del settore e nel 2012 partecipò, con tanto di polemica per la presenza a una conferenza stampa di Enzo Ercolano, alle proteste dei Forconi: «Ma quali violenze? Semmai le subiamo noi che non portiamo nulla a casa». Richichi critica anche l’accordo con il Governo, sostenendo che a Milano siano stati sbloccati soltanto i fondi per il Marebonus. Questa mattina si è tenuto un vertice all’interporto etneo e la sensazione è che coloro che fanno riferimento all’Aias intendano continuare con la protesta.
La mobilitazione dei tiktoker
A non accogliere bene l’annuncio di Bella sono stati anche alcuni dimostranti che non appartengono alla categoria degli autotrasportatori, ossia quella che ha iniziato la mobilitazione da diversi giorni. Ieri sera, fino a dopo mezzanotte, diverse decine di persone sono rimaste in presidio all’altezza del casello di San Gregorio, innesto per l’autostrada Catania-Messina. Da segnalare la riduzione degli accessi ai caselli e le inevitabili ripercussioni al traffico veicolare e code che hanno superato i due chilometri. A dare il loro contributo anche un nutrito gruppo di tiktoker catanesi. «Il popolo ha chiesto lo stop ai camionisti – spiega uno di loro in una delle tante dirette video – Poi hanno chiesto la nostra presenza. Senza di noi i giornalisti non sarebbero mai venuti. Noi siamo stati lì con dirette e abbiamo risposto benissimo come categoria. Tuttavia dal popolo volevamo di più».
«Chi ha lasciato i presidi è solo chi era al tavolo»
Questa mattina, al casello di San Gregorio, sono ancora presenti alcuni mezzi pesanti, ma con meno persone rispetto alla sera precedente. Presidi vengono segnalati anche ai caselli di Messina e al porto di Palermo. «Chi ha abbandonato i presidi sono soltanto gli aderenti alle sigle che hanno partecipato al tavolo con Salvini», spiega un autotrasportatore a MeridioNews. Una ricostruzione che restituisce il clima di divisione. Il rischio è che la mobilitazione perda una regia unitaria e continui in modo frammentato e dal basso trasformandosi in una sorta di sciopero generale autonomo.