«Qua è un dramma: se continua così, i nostri animali moriranno». È il grido di allarme che arriva dal presidente di Confagricoltura Messina, Sergio Casella. Un altro degli effetti a cascata del blocco degli autotrasportatori che ha già avuto grosse ripercussioni sulle filiere agricole dell’Isola. «Il settore zootecnico passa quasi sempre nell’indifferenza più totale», lamenta […]
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Dal blocco dei tir al dramma negli allevamenti: «Senza mangime i nostri animali moriranno»
«Qua è un dramma: se continua così, i nostri animali moriranno». È il grido di allarme che arriva dal presidente di Confagricoltura Messina, Sergio Casella. Un altro degli effetti a cascata del blocco degli autotrasportatori che ha già avuto grosse ripercussioni sulle filiere agricole dell’Isola. «Il settore zootecnico passa quasi sempre nell’indifferenza più totale», lamenta a MeridioNews Casella che ha anche scritto e inviato una lettera aperta alla prefetta di Messina Cosima Di Stani. Per chiedere un «incontro urgente dal quale speriamo – dice parlando a nome del comparto che rappresenta – interventi e soluzioni concrete a tutela delle imprese, dei lavoratori, degli animali e dell’intera filiera».
Le conseguenze sugli allevamenti del blocco dei tir
Non solo agroalimentare, appunto, ma anche zootecnica. «Anzi – sottolinea – direi che questo è il settore in cui la situazione è addirittura più critica». Quello, insomma, che sta subendo le conseguenze del blocco dei tir che rischiano di diventare presto irrimediabili. «Non solo e non tanto nell’impossibilità di conferire regolarmente le produzioni – spiega Casella, che è anche un imprenditore del settore zootecnico – quanto nella difficoltà di approvvigionamento dei beni indispensabili all’alimentazione degli animali». Tra le merci bloccate, infatti, ci sono anche il fieno e i mangimi. «Una situazione che – afferma – sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza degli allevamenti». E di alcuni animali in modo particolare.
«Senza mangimi, gli animali muoiono»
«Gli allevamenti di bovini e ovini possono anche tamponare per un periodo – spiega Casella al nostro giornale – ma quelli avicoli, di suini e di conigli hanno bisogno che il mangime arrivi nelle stalle. Se continua a mancare loro il cibo, gli animali muoiono». E pure l’ipotesi di metterli, anche solo temporaneamente, allo stato brado «non è da prendere in considerazione, perché non sono abituati e non riuscirebbero comunque a sopravvivere». Tra le proposte da portare alle istituzioni sul tavolo in prefettura c’è quella di «fare scortare dalla polizia i mezzi che trasportano il mangime per gli animali». Una situazione allarmante al punto che, se non avrà risposte nei prossimi giorni, Casella ha già pronto il passo successivo: «Scriverò anche all’ente nazionale protezione animali. Perché, da parte nostra, non sarà più possibile assicurare il loro benessere».