«Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve». É la tarda serata di martedì quando il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, sgancia il siluro politico sui suoi profili social. Parole che lasciano spazio a ogni possibile interpretazione, compresa quella […]
Caos Forza Italia, la lunga notte di Schifani e la mediazione di Tajani
«Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve». É la tarda serata di martedì quando il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, sgancia il siluro politico sui suoi profili social. Parole che lasciano spazio a ogni possibile interpretazione, compresa quella delle dimissioni anticipate da palazzo d’Orleans. Sotto la lente d’ingrandimento le parole di Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia, ossia lo stesso partito del presidente Schifani. «Bisogna cambiare», ha detto il commissario degli azzurri invocando un non meglio precisato rinnovamento. Una direttiva che tuttavia ha il sapore di una messa all’angolo proprio di Schifani e soprattutto della prospettiva di una sua possibile ricandidatura nel 2027.
La lunga notte tra Palermo e Roma
Durante la nottata Schifani, secondo quanto emerso, avrebbe radunato i suoi fedelissimi. Ore ad alta tensione condite con delle interlocuzioni telefoniche con Minardo prima e con Antonio Tajani poi. Quest’ultimo, nelle vesti di segretario nazionale di Forza Italia, avrebbe indossato la tuta da pompiere per cercare di arginare le dimissioni anticipate di Schifani e il conseguente incendio politico, con il voto anticipato, che rischierebbe di bruciare l’intero centrodestra isolano e non solo. Le dinamiche politiche dell’Isola potrebbe infatti avere anche delle ripercussioni a Roma e per questo motivo, secondo quanto appreso da MeridioNews, anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sta seguendo l’evoluzione della crisi del centrodestra siciliano.
I continui scandali giudiziari e il peso politico di Armao
La vicenda giudiziaria che coinvolge Gaetano Armao è soltanto l’ultima di una lunga serie di indagini che hanno travolto il centrodestra siciliano. Armao – che ricopre ruoli chiave in Regione dai tempi di Raffaele Lombardo – rischia l’arresto per corruzione nell’ambito di un’inchiesta della procura di Palermo. Indagini che, oltre alle eventuali responsabilità giudiziarie, hanno fatto emerge disinvoltura e potere che Armao esercitava anche all’ombra dello stesso Schifani. Una sorta di sostituto dei veri vertici politici con la capacità di imporre condotte e la libertà di contestare scelte già assunte, come avvenuto per il blocco di un decreto assessoriale.