Tuccio D’Urso, candidato con il caschetto «Sono dalla parte della povera gente»

Tuccio D’Urso, l’ultimo dei sei candidati ad avere ufficializzato la sua candidatura, è un ingegnere. Un particolare che potrebbe apparire di poco conto, ma che assume una certa importanza se si parla di D’Urso. Lui stesso non manca di sottolinearlo quale valore aggiunto e i catanesi lo conoscono forse più per la sua attività di direttore dell’ufficio speciale per l’emergenza traffico al Comune di Catania, dal 2003 al 2007, che per il ruolo di direttore generale svolto nello stesso periodo. Proprio per l’incarico all’ufficio speciale, infatti, è stato indagato per abuso d’ufficio nel processo sulla realizzazione dei parcheggi nel centro città.

Recentemente è stato assolto e riabilitato ad occuparsi della cosa pubblica – da cui era stato interdetto – quindi, con un caschetto di sicurezza sulla testa quale simbolo di riconoscimento, gira la città alla ricerca di consensi. A sostenerlo una lista civica, perché «sono dalla parte del popolo. Ho fatto un patto con i catanesi», dice. Il suo slogan, poi, è Aggiusta Catania, perché rivendica alcuni interventi importanti di ripristino come la ripavimentazione nel centro storico, «grazie alla quale non si verificano più fenomeni di allagamenti», effettuati durante la sua attività al Comune. Ma anche i tanto discussi parcheggi, seppure rimasti dei progetti ad eccezione di quello Europa, in fase di conclusione. Le considera strutture necessarie per fare ripartire l’economia cittadina. «Sia per le attività di giorno che per quelle di notte serve che la gente sappia dove lasciare la macchina», sostiene. Promette dunque che qualora fosse eletto «riavvierò le procedure entro un mese» per gli altri cinque cantieri fermi.

La città è in una situazione difficile, anche in pre-dissesto economico, e Tuccio D’Urso individua tre cause principali. Alla crisi internazionale «gravissima» e una «pessima gestione di questa da parte del governo Monti, che ha puntato tutto sulle tasse», aggiunge «l’inconcludenza della gestione della città negli ultimi cinque anni da parte del sindaco uscente Raffaele Stancanelli». Per cercare di «sanare le casse del Comune, ma anche per migliorare la qualità della vita dei catanesi», propone diverse soluzioni, che non esita a definire «una svolta».

Prospetta dunque la possibilità di una città a rifiuti zero, opzione che porterebbe «alla nascita di decine di aziende», secondo il candidato, e ad «un risparmio di circa 22 milioni di euro all’anno che al momento vengono spesi per il conferimento dei rifiuti nelle discariche. Si tratta – specifica – di circa il 45 per cento di quello che i catanesi pagano per la Tarsu». E non solo il riciclo dei rifiuti fa parte della svolta ecologica proclamata da Tuccio D’Urso. Spazio anche al fotovoltaico con il quale «in un anno, grazie ai fondi europei, potremmo trasformare il Comune di Catania nel maggiore produttore di energia da pannelli solari». Due potrebbero essere i destinatari principali, secondo il candidato D’Urso: «Gli uffici comunali e gli autobus dell’Amt che dunque vanno elettrificati, risparmiando sul carburante». Anche il vicino il porto di Augusta potrebbe diventare una risorsa importante per la città, in particolare per la sua zona industriale, al momento sottoutilizzata. «Si avvia a diventare uno dei principali porti container del Mediterraneo e potremmo creare una vera e propria zona franca per questi semi lavorati che arriveranno».

Sogna poi le grandi opere come il Pua, «ma l’acquario si deve fare al porto, come a Genova», il waterfront, «perché Catania deve riabbracciare il suo mare» e un piano per un «processo di recupero di alcuni quartieri centrali e periferici». Che lo stadio debba «essere dei cittadini», poi, sottolineando la differenza tra lui e i candidati Enzo Bianco e Raffaele Stancanelli, ne ha fatto un punto fermo.  «Non capisco perché fare un regalo a un privato quando si può fare il nuovo stadio ripristinando e recuperando le aree attorno al vecchio Cibali che sono di proprietà del Comune?», si domanda.

Vorrebbe dunque essere valutato, e quindi votato dai cittadini catanesi, in base alla sua storia di uomo impegnato, anche nella lotta alla criminalità organizzata, «sono stato consulente della commissione antimafia dal ‘98 al 2000», specifica. Ma anche «vittima della malagiustizia». Fa quindi un appello di voto a chi «si è trovato nella mia situazione, la cui volontà è stata umiliata da malagiustizia e malapolitica, ma anche a tutti coloro che credono nell’impegno a favore di chi soffre e a sviluppare concretamente la nostra città».


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L'ingegnere, già dirigente regionale e comunale di lunga data, è l'ultimo dei sei candidati alla poltrona di sindaco di Catania. Il piano parcheggi rappresenta la sua croce a causa del processo subito, ma anche uno dei punti principali del suo programma. Si appella quindi ai catanesi chiedendo il voto sulla base della lunga esperienza a chi «si è trovato nella mia situazione, ma anche a tutti coloro che credono nell'impegno a favore di chi soffre e a sviluppare concretamente la nostra città»

L'ingegnere, già dirigente regionale e comunale di lunga data, è l'ultimo dei sei candidati alla poltrona di sindaco di Catania. Il piano parcheggi rappresenta la sua croce a causa del processo subito, ma anche uno dei punti principali del suo programma. Si appella quindi ai catanesi chiedendo il voto sulla base della lunga esperienza a chi «si è trovato nella mia situazione, ma anche a tutti coloro che credono nell'impegno a favore di chi soffre e a sviluppare concretamente la nostra città»

L'ingegnere, già dirigente regionale e comunale di lunga data, è l'ultimo dei sei candidati alla poltrona di sindaco di Catania. Il piano parcheggi rappresenta la sua croce a causa del processo subito, ma anche uno dei punti principali del suo programma. Si appella quindi ai catanesi chiedendo il voto sulla base della lunga esperienza a chi «si è trovato nella mia situazione, ma anche a tutti coloro che credono nell'impegno a favore di chi soffre e a sviluppare concretamente la nostra città»

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