Addio agli Ato rifiuti di malaffare e debiti. La Cgil: “Adesso serve una vera svolta”

L’ASSESSORE MARINO PUNTA SULLE SRR. ANCHE SE IN ATTESA CHE DECOLLINO OPERERANNO I COMMISSARI. CI LIBEREREMO DELLE DISCARICHE?

“Avere soppresso gli Ato rifiuti, che hanno prodotto solo inefficienze, clientelismo, malaffare e debiti, è un passo avanti importante ma certamente non esaurisce il tema della riforma del sistema. Se il Governo regionale vuole dimostrare che fa sul serio faccia in modo che ci sia un reale cambio di rotta in un sistema rifiuti che è di fatto oggi identico a quello del 1999, con il 90% della spazzatura che finisce nelle discariche”.

Questa la posizione della Cgil siciliana nel momento in cui l’assessore regionale all’Energia, Nicolò Marino, annuncia la soppressione degli Ato rifiuti, che domani dovrebbero essere sostituiti con le Srr (Società per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti).

In realtà, di Srr ce n’è ancora qualcuna e non sempre funzionante. Tant’è vero che l’assessore Marino ha fatto ricorso a 15 commissari. Sempre per la cronaca, gli Ato rifiuti (acronimo che sta per Ambiti territoriali ottimali) sono un’invenzione della politica dei primi anni del 2000: società per azioni tra Comuni create al solo scopo di ‘pilotare’ assunzioni per chiamata diretta (cioè per raccomandazione). Operazione riuscita, se è vero che ci sono state 13 mila assunzioni circa. Tutto personale a rischio che, oggi, non si sa come pagare.

Ancora per la cronaca, l’indebitamento degli Ato rifiuti, al 31 dicembre 2011, ammontava a 1,3 miliardi di euro. Oggi dovrebbe essere sensibilmente aumentato. I debiti, che riguardano la maggior parte degli Ato, sono il frutto delle assunzioni di personale a ruota libera e, soprattutto, di sprechi (in pratica, ruberie varie e debiti con le discariche gestite dai privati).

“Come prima cosa ? dicono Mimma Argurio, della segreteria regionale Cgil e Alfio La Rosa, del dipartimento territorio e ambiente del sindacato ? si superi subito la logica dei commissariamenti, che

negli ultimi 13 anni ha solo prodotto deroghe ai limiti ambientali e alla normativa sugli appalti. Se non lo si fa ? aggiungono i due sindacalisti ? e se non si individuano norme semplici e coordinate anche le Srr rischiano di diventare carrozzoni”.

La Cgil si dice contraria anche all’avvio di una fase commissariale che riguardi l’impiantisca, “perché le scelte ? è il punto di vista del sindacato ? non vanno imposte dall’alto ma verificate nel territorio”.

Per la Cgil, inoltre, “l’Ars deve rivedere subito il piano regionale dei rifiuti eliminando le storture del vecchio piano che prevedeva di bruciare i rifiuti nelle cementerie dell’Isola, individuando le linee guida sulla cui base i territori dovranno poi definire i piani industriali”.

“Tutt’oggi ci sono delle enormi criticità nel sistema ? dicono Argurio e La Rosa ? su cui sfidiamo il Governo regionale. All’assessore Marino chiediamo di costituire subito un osservatorio sugli appalti, viste ancora le irregolarità che si registrano in un ambito sempre a rischio di infiltrazioni mafiose, e un osservatorio sulle discariche”. Secondo la Cgil, “una ricognizione sullo stato dellediscariche è oggi non più rinviabile”.

“Bisogna verificare le emissioni in atmosfera ? sostengono Argurio e La Rosa ? i sistemi di gestione del percolato, il livello di inquinamento delle falde e intervenire sulla formazione delle tariffe, su cui oggi non c’è omogeneità”.

La Cgil sottolinea che “l’attuale sistema deve essere superato e sostituito con un altro i cui cardini devono essere il riuso e riutilizzo e non certo la pirolisi di cui parla il Governo”. L’organizzazione sindacale giudica “gravissimo, e terreno su cui recuperare, il fatto che non siano stati spesi 38 milioni di fondi europei per implementare la raccolta differenziata e 24 milioni destinati a sviluppare le filiere del riciclaggio e del riuso e questo perché non è stata approvata la legge regionale sul regime di aiuti alle imprese”.

“Noi ? dicono i due esponenti della Cgil ? chiediamo efficienza, trasparenza, legalità e il rispetto delle normative europee che prevedono, ad esempio, il pretrattamento dei rifiuti che finiscono in discarica. Riteniamo anche che occorra dotarsi di un sistema informatico accessibile on line che renda fruibili i dati sul ciclo integrato dei rifiuti, per incrementare la consapevolezza, la conoscenza e la partecipazione dei cittadini. Su questi temi ? concludono Argurio e La Rosa ? il Governo dia risposte”.

 

Nota a margine

Giusti i rilievi della Cgil. Ma va dato atto all’assessore marino di lavorare per una vera svolta nella gestione dei rifiuti. Va da sé che la vera svolta sarà rappresentata dalla chiusura delle discariche e dalla diffusione della raccolta differenziata (alla quale debbono impegnarsi i Comuni). Non è una strada facile. Ma già il fatto che si stiano muovendo i primi passi è un fatto importante.

 


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