Una svolta arrivata dopo quasi 40 anni. Non sarebbe un suicida, ma una vittima di omicidio Francesco Ancona, l’operaio di Castellammare del Golfo trovato morto a bordo strada a Mortara, nel Pavese, nel 1987. A stabilirlo è la consulenza autoptica firmata da una delle maggiori esperte del settore, Cristina Cattaneo, su incarico della procura di […]
La morte di Francesco Ancona a Pavia: dopo 40 anni, l’autopsia conferma l’omicidio
Una svolta arrivata dopo quasi 40 anni. Non sarebbe un suicida, ma una vittima di omicidio Francesco Ancona, l’operaio di Castellammare del Golfo trovato morto a bordo strada a Mortara, nel Pavese, nel 1987. A stabilirlo è la consulenza autoptica firmata da una delle maggiori esperte del settore, Cristina Cattaneo, su incarico della procura di Pavia. Che ha riaperto il caso dopo che la procura di Trapani ha trovato e inviato ai colleghi del nord degli elementi emersi in un altro processo. Quello a carico della moglie di Ancona per il tentato omicidio del figlio. La donna, adesso, è indagata anche per l’omicidio del marito. Insieme all’ex amante di allora.
Come sarebbe stato ucciso Francesco Ancona
Secondo la ricostruzione di Cattaneo, l’operaio trapanese avrebbe ricevuto diversi colpi alla testa con un corpo contundente. L’uomo avrebbe provato a difendersi, come testimonia una lesione da difesa
alla mano sinistra, ma sarebbe morto dopo circa un’ora di agonia. La consulenza, inoltre, dà ragione ai sospetti sollevati nell’immediatezza dei fatti, 40 anni fa, dai parenti della vittima: l’uomo non avrebbe riportato sintomi di una sindrome depressiva. Rendendo ancora meno spiegabile il presunto suicidio per cui il caso era stato chiuso.
Il presunto movente della moglie
Chiariti i dubbi sulla natura della morte dell’uomo, adesso ai magistrati toccherà capire il movente del suo omicidio. A essere indagata adesso è la moglie. E l’accusa ipotizza che possa aver giocato un ruolo la scoperta da parte del marito di una relazione extraconiugale. Altra possibilità, quella del coinvolgimento dell’amante, espressa dai figli subito dopo la morte del padre. In ogni caso, chi ha ucciso Ancona avrebbe provato ad avvelenarlo già giorni prima. Come dimostrerebbe l’anomala debolezza dell’uomo nei giorni precedenti alla morte. Per poi tentare di distruggerne il cadavere, come suggerisce la presenza di benzina sul corpo e sugli abiti.