Un film professionale ma nato a scuola, a Erice, e debuttato all’estero, all’Italian Film Festival in Croazia: è il cortometraggio thriller Senza uscita (No Way Out). Realizzato dagli studenti dell’istituto superiore Ignazio e Vincenzo Florio di Erice, e arrivano in finalissima al festival dedicato alle produzioni di scuole e giovani. «Un immenso orgoglio – commenta […]
‘Senza uscita’, il cortometraggio thriller: dalla scuola di Erice al festival in Croazia
Un film professionale ma nato a scuola, a Erice, e debuttato all’estero, all’Italian Film Festival in Croazia: è il cortometraggio thriller Senza uscita (No Way Out). Realizzato dagli studenti dell’istituto superiore Ignazio e Vincenzo Florio di Erice, e arrivano in finalissima al festival dedicato alle produzioni di scuole e giovani. «Un immenso orgoglio – commenta la dirigente scolastica, Pina Mandina. E un riconoscimento che premia il grande impegno, la creatività e la passione dei nostri studenti». Il film è nato nell’ambito del progetto R.U.F.I., in cui ragazzi e ragazze sono stati affiancati dai professionisti di Piano9 Produzioni. «Il titolo scelto dai ragazzi non è solo un espediente narrativo per un film di suspense – racconta la preside -, ma racchiude la sensazione di precarietà, smarrimento e oppressione che molti giovani vivono oggi di fronte a un’attualità complessa e incerta». Rendendo il cortometraggio un modo per dare voce a questi vissuti emotivi. E superarlo insieme.
R.U.F.I.: il progetto da Milano a Erice
Il progetto R.U.F.I. – acronimo di Realizziamo Un Film Insieme -, finanziato dal ministero
della Cultura, aveva avuto il suo esordio a Milano. Per poi spostarsi in Sicilia. Dove ha le sue radici la Piano9 Produzioni, associazione fondata dal trapanese Vito Sugameli, docente di regia, fotografia e montaggio. Con lui anche la palermitana, trapiantata a Milano, Aurora Tamigio, docente di sceneggiatura ed autrice letteraria. Ma l’idea nasce dal loro incontro con Chiara D’Angelo, creatrice e referente del progetto. «Con il mio contributo nella composizione musicale applicata alle immagini e all’esperienza da docente – spiega a MeridioNews – abbiamo deciso di portare queste competenze anche nelle scuole. Con l’obiettivo non solo di insegnare ai ragazzi a realizzare un film, ma di offrire loro un linguaggio attraverso il quale raccontarsi».
Creatività, consapevolezza e relazioni sociali
E farlo fuori dai social media e dai piccoli schermi degli smartphone, dove i contenuti vengono più consumati che fruiti. «Noi vogliamo trasformare questi strumenti in occasioni di creatività, consapevolezza e, soprattutto, apertura all’altro – spiega D’Angelo -. Perché dietro uno schermo ci sono professioni, storie ed emozioni capaci di creare relazioni». Che i 15 ragazzi e ragazze della scuola di Erice hanno costruito occupandosi di tutto: dalla scrittura della sceneggiatura alla recitazione, dalle riprese al montaggio, e ricoprendo in prima persona tutti i ruoli artistici e tecnici. Sempre affiancati dai tre professionisti.
Un modo per imparare a credere in se stessi
Un progetto non facile, che fa misura i giovani con qualcosa fuori dalla loro zona di comfort. «Ma, superata la prima resistenza, è accaduto qualcosa di straordinario – racconta D’Angelo -. Gli studenti si sono assunti responsabilità e hanno scoperto capacità che non pensavano di avere. Hanno capito che, in una troupe cinematografica, il contributo di ognuno, con un ruolo preciso, poteva migliorare o compromettere il lavoro collettivo». D’Angelo ricorda con emozione un episodio in particolare, che restituisce il percorso fatto coi ragazzi. «Una delle protagoniste, una ragazza all’inizio molto timida – racconta l’ideatrice – durante la presentazione del teaser, al Teatro Gebel Hamed di Erice, ha preso la parola in modo spontaneo davanti all’intera scuola per raccontare il lavoro svolto. È uno dei successi educativi più importanti: vedere i ragazzi acquisire fiducia in se stessi e trovare il coraggio di mettersi in gioco». Dopo l’esperienza in Croazia, è adesso attesa la prima del film, l’11 novembre, a Trapani.