Sono oltre 30 i terremoti localizzati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel mar Tirreno meridionale a partire dalla notte del 20 ottobre. È quanto emerge dall’aggiornamento pubblicato il 23 ottobre dall’istituto, che fa il punto sulla sequenza sismica in corso a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi, nelle Isole Eolie. La scossa […]
Terremoti nel Tirreno, un’area ad alta pericolosità sismica: l’analisi dell’Ingv
Sono oltre 30 i terremoti localizzati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel mar Tirreno meridionale a partire dalla notte del 20 ottobre. È quanto emerge dall’aggiornamento pubblicato il 23 ottobre dall’istituto, che fa il punto sulla sequenza sismica in corso a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi, nelle Isole Eolie.
La scossa più forte è stata registrata alle 12.19 di venerdì 23 ottobre: la magnitudo locale è stata stimata in 5.0, mentre quella momento è pari a 5.5. L’ipocentro è stato individuato a una profondità di 9 chilometri. Il terremoto è stato localizzato a 62 chilometri da Malfa, 63 da Leni e 66 da Santa Marina Salina, tutti Comuni dell’arcipelago eoliano.
Le altre scosse e il risentimento in Sicilia
Nel corso della stessa giornata sono stati registrati altri eventi di magnitudo pari o superiore a 4: quello di magnitudo 4.3 delle 11.51, quello di magnitudo 4.0 delle 12.24 e quello di magnitudo 4.6 delle 15.55. L’Ingv segnala inoltre 14 terremoti con magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9. Secondo la mappa di scuotimento elaborata sulla base dei dati delle reti sismiche e accelerometriche dell’Ingv e del dipartimento della Protezione civile, l’evento più forte ha prodotto livelli di scuotimento stimati fino al quinto grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) nelle Isole Eolie e in una vasta area della Sicilia settentrionale.
Il terremoto di magnitudo momento 5.5 è stato avvertito in modo marcato nell’arcipelago e lungo la costa settentrionale siciliana, mentre il risentimento è stato più debole nel resto dell’Isola e in Calabria.
Un’area già interessata da terremoti importanti
L’Ingv sottolinea che la sismicità nell’area non è un fenomeno nuovo. Dal 1985 sono stati registrati numerosi eventi di magnitudo superiore a 4. Tra quelli ricordati dall’istituto ci sono i terremoti del 7 febbraio 2025, con magnitudo momento 4.7, e del 7 settembre 2009, anch’esso di magnitudo 4.7.
Nel marzo 2026, poco più a sud della zona interessata dall’attuale sequenza, era stata registrata un’altra serie sismica, con poco più di 50 terremoti. Il più forte, avvenuto nella notte del 21 marzo, aveva raggiunto una magnitudo locale di 4.6 e una magnitudo momento di 4.7. Anche la storia sismica dell’arcipelago documenta eventi significativi. L’Ingv ricorda in particolare i terremoti del 28 maggio 1980, di magnitudo momento 5.7, e quelli del 20 e 21 maggio 1957, rispettivamente di magnitudo 5.2 e 5.3. Il sisma del 1980 provocò danni ad Alicudi, con effetti stimati tra il sesto e il settimo grado della scala MCS. La zona delle Eolie è classificata come un’area a elevata pericolosità sismica, come indicato dalla mappa nazionale di pericolosità.