«Con terremoti di questa magnitudo non si può assolutamente verificare un maremoto, non in un mare così aperto e così profondo. L’allarme è una procedura automatica di cautela». A dirlo all’Adnkronos è Raffaele Azzaro, sismologo Ingv, a proposito dello sciame sismico nel Tirreno meridionale. «Sono una quarantina le scosse di magnitudo superiore a 2.5 che […]
Foto dal sito dell'Ingv
Sismologo di Ingv sullo sciame sismico: «Faglie attive ma nessun rischio maremoto»
«Con terremoti di questa magnitudo non si può assolutamente verificare un maremoto, non in un mare così aperto e così profondo. L’allarme è una procedura automatica di cautela». A dirlo all’Adnkronos è Raffaele Azzaro, sismologo Ingv, a proposito dello sciame sismico nel Tirreno meridionale. «Sono una quarantina le scosse di magnitudo superiore a 2.5 che sono state registrate a partire dalla sera del 20 ottobre – spiega -. L’evento più forte è quello delle 12.19 ora locale, con magnitudo 5.5 localizzato a una ventina di chilometri a nord ovest di Alicudi, nelle Eolie a una profondità di 5 km».
Alle 15.55 i sismografi dell’Ingv hanno registrato un altro evento di magnitudo 4.6, sempre localizzato nella stessa zona. Un fenomeno ben conosciuto agli esperti. «Questa sismicità si verifica in un settore del basso Tirreno, che è abbastanza attivo dal punto di vista sismico – spiega Azzaro -. Tutta la fascia che da Ustica va verso le isole Eolie è attraversata da un sistema di faglie attive, denominato Sistema Sud Tirrenico, che è abbastanza vivace dal punto di vista dei terremoti».
«A settembre 2002 nella stessa area ci fu una scossa, che fu chiamata impropriamente terremoto di Palermo ma che in realtà era vicino Ustica, era interessato lo stesso sistema di faglie. Si tratta di un’area in cui anche nel passato ci sono stati fenomeni simili. Proprio lì nel maggio del 1980 ci fu un altro sisma di magnitudo 5.6». Impossibile fare previsioni per le prossime ore. «Una sequenza sismica ha un evento principale e degli eventi secondari più piccoli – dice Azzaro -. Al momento stiamo registrando un trend di riduzione, ma fare una previsione non avrebbe senso da un punto di vista scientifico. Con una sismicità di questo tipo, però, non c’è da spaventarsi, non credo ci siano rischi concretamente significativi. Non sono questi i terremoti che causano i maremoti».