Dopo 22 ore di maratona d’aula, i cestini sono invasi dai sacchetti del caffè da asporto e le luci di Sala d’Ercole si spengono. Ma ad accendersi, nel secondo tempo, sono quelle dei pc per l’invio delle note stampa con le dichiarazioni sull’approvazione della manovrina all’Ars. Fogli digitali in cui un testo finanziario da 1,4 […]
L’Ars dopo la manovrina: tutti vincitori nella battaglia delle dichiarazioni
Dopo 22 ore di maratona d’aula, i cestini sono invasi dai sacchetti del caffè da asporto e le luci di Sala d’Ercole si spengono. Ma ad accendersi, nel secondo tempo, sono quelle dei pc per l’invio delle note stampa con le dichiarazioni sull’approvazione della manovrina all’Ars. Fogli digitali in cui un testo finanziario da 1,4 miliardi di euro, approvato tra gli sbadigli delle quattro del mattino, si trasforma – in una corsa contro il tempo e gli avversari – in un trionfo personale. Con una magia: tutti hanno vinto e nessuno ha perso. Il governatore Renato Schifani ha espresso il suo ringraziamento per aver esitato «una manovra di ampio respiro che offre risposte concrete a tutti i territori dell’Isola. La crescita dell’economia regionale – spiega – ci consente di mobilitare nuove risorse». E anche dagli ambienti vicini si è espresso apprezzamento per il senso di responsabilità e unità del centrodestra.
Il riscatto di Forza Italia rivendicato da Minardo
Sul versante della maggioranza si registra il netto intervento del commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, che rivendica la centralità degli azzurri nel percorso d’approvazione. Minardo dichiara che Forza Italia ha fatto la propria parte fino in fondo, dimostrandosi un gruppo compatto e presente in ogni passaggio parlamentare. In grado di lasciare un segno chiaro su capitoli strategici quali giovani, ZES e agricoltura. Il commissario sottolinea poi come la manovra confermi la ritrovata compattezza interna del partito, ribandendo l’assenza di spese prive di criterio. E difendendo il sostegno mirato ai territori con regole chiare, responsabilità e trasparenza. Una vittoria, insomma, come ne mancavano da tempo in casa azzurra.
La posizione del Pd con Catanzaro e Dipasquale
Dal fronte del Partito democratico regionale, le valutazioni sulla manovra rimangono nettamente critiche rispetto all’impianto strutturale dei fondi. Il capogruppo del Pd all’Ars, Michele Catanzaro, dichiara che la variazione rappresenta l’ennesima pioggia di finanziamenti priva di una programmazione organica e di una strategia di ampio respiro per i territori. Sulla stessa linea il parlamentare regionale Nello Dipasquale, il quale ribadisce l’esigenza di stralciare le norme non vitali per concentrare le risorse su poche emergenze primarie. Dipasquale evidenzia come, in assenza di un netto cambio di rotta del governo regionale, dovrà essere la maggioranza ad assumersi la responsabilità delle tensioni sociali ed economiche crescenti nell’Isola.
Le accuse del M5s firmate da De Luca e Di Paola
Il Movimento 5 Stelle ha contestato severamente la gestione della spesa e il testo complessivo giunto in Aula. Per il capogruppo M5s Antonio De Luca la coesione mostrata dal centrodestra durante il voto trova spiegazione nel peso delle micro-risorse territoriali destinate ai singoli collegi in vista delle scadenze elettorali. Definendo le norme approvate come un mero collante politico. Con le parole del coordinatore regionale e vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola, il gruppo pentastellato ribadisce la ferma opposizione all’impiego del Fondo di investimento territoriale (Fit) per capitoli discrezionali, denunciando il totale disinteresse dell’esecutivo verso le reali priorità dei cittadini.
La denuncia di La Vardera e la linea di Controcorrente
Particolarmente duri i toni impiegati dal gruppo Controcorrente, guidato da Ismaele La Vardera. Il deputato regionale attacca l’architettura dell’accordo interno alla maggioranza, sostenendo l’esistenza di allocazioni finanziarie mirate per singolo parlamentare, destinate a piccoli interventi locali. La Vardera definisce la condotta d’aula del centrodestra come un metodo opaco di gestione delle risorse pubbliche, annunciando battaglie d’opposizione. E il deposito degli atti alle autorità competenti a tutela della trasparenza dell’azione parlamentare.
Il patto sulle emergenze e la mediazione con Galvagno
Nonostante la spaccatura politica sul voto finale, la seduta ha registrato una convergenza istituzionale coordinata dal presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno. Attraverso un’intesa transitoria, le forze di opposizione hanno chiesto e ottenuto di prelevare ed esaminare d’urgenza gli interventi riguardo i comparti più in crisi. La corsia preferenziale ha garantito il via libera definitivo alle coperture per la filiera cerealicola, la pesca, gli indennizzi sul caro-carburante all’autotrasporto e i contributi sull’acquisto della prima casa. Così, mentre i parlamentari recuperano le ore di sonno arretrate, ciascun gruppo condivide la lezione d’efficienza che crede di aver impartito agli avversari. In una gara giocata più sulle dichiarazioni che su voti e leggi.