La crisi dell’agricoltura e l’assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni sono al centro della protesta che vede scendere in piazza gli operatori del settore. A dare voce al malcontento è Franco Calderone di Agrisat, che denuncia le difficoltà sempre più pesanti affrontate dalle aziende agricole. E chiede provvedimenti urgenti per evitare ulteriori conseguenze […]
Protesta degli agricoltori alla Regione Siciliana: «Pronti ad alzare il livello dello scontro»
La crisi dell’agricoltura e l’assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni sono al centro della protesta che vede scendere in piazza gli operatori del settore. A dare voce al malcontento è Franco Calderone di Agrisat, che denuncia le difficoltà sempre più pesanti affrontate dalle aziende agricole. E chiede provvedimenti urgenti per evitare ulteriori conseguenze sul comparto. «La politica è assente rispetto ai problemi dell’agricoltura», afferma Calderone. Sottolineando come, nonostante i numerosi appelli degli ultimi mesi, non siano arrivate risposte né convocazioni istituzionali. «Tutti parlano di cose meravigliose che stanno facendo, ma di fatto l’agricoltura è ferma – precisa -. I provvedimenti adottati finora sono inutili».
«Gasolio a 40 centesimi per salvare le aziende»
Tra le richieste più urgenti c’è quella relativa al costo del carburante agricolo. Calderone chiede che il gasolio venga fornito alle aziende a 40 centesimi al litro. Per consentire agli agricoltori di continuare a lavorare i terreni senza essere schiacciati dai costi di produzione: «Nessuno è in grado, oggi, di sostenere una spesa di 300 euro al giorno per arare i campi». Una situazione che, secondo il rappresentante di Agrisat, rischia di compromettere le semine e avere ripercussioni anche sulla disponibilità futura di grano italiano destinato alla produzione di pane e pasta.
Ma le preoccupazioni non finiscono qui. Calderone punta l’attenzione sulle importazioni di olio dalla Tunisia. Che, secondo quanto riferisce, arriverebbe sul mercato a circa tre euro, mettendo in difficoltà la sopravvivenza dei produttori nazionali. Criticità vengono segnalate anche per il comparto vitivinicolo e per la zootecnia, in relazione agli accordi commerciali con i Paesi del Sud America e alla concorrenza dei prodotti importati. Per Calderone è necessario rivedere le politiche agricole e commerciali, affinché le aziende italiane possano competere in condizioni più equilibrate. E i consumatori abbiano adeguate garanzie su qualità e sicurezza degli alimenti.
La denuncia sulle risorse della Pac
Un altro nodo centrale riguarda la distribuzione dei fondi della Politica agricola comune (PAC). «Perché a protestare sono soprattutto le regioni del Sud, come Sicilia, Campania e Calabria?», domanda provocatoriamente Calderone. Che fornisce anche la risposta: secondo la denuncia del rappresentante di Agrisat, infatti, le aziende del Mezzogiorno non riceverebbero lo stesso livello di sostegno garantito a quelle del Centro-Nord. La protesta punta ora a ottenere un confronto diretto con le istituzioni regionali, a partire dall’assessorato all’Agricoltura. Ma il messaggio lanciato da Agrisat è chiaro: il tempo delle attese, secondo Calderone, è finito. «Se le azioni della politica non saranno serie e immediate – conclude – noi alzeremo il livello dello scontro».