La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico guidata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha aggiudicato le indagini tecniche e i servizi di ingegneria che porteranno alla stesura del documento progettuale per i canali di gronda e le vasche di laminazione di Mondello e Sferracavallo, a Palermo. «Diamo prosecuzione – commenta Schifani – […]
Sferracavallo
Al via la progettazione per canali di gronda di Mondello e Sferracavallo
La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico guidata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha aggiudicato le indagini tecniche e i servizi di ingegneria che porteranno alla stesura del documento progettuale per i canali di gronda e le vasche di laminazione di Mondello e Sferracavallo, a Palermo. «Diamo prosecuzione – commenta Schifani – a un iter di grande importanza per la sicurezza di queste due borgate storiche della città. Con l’affidamento della progettazione esecutiva ci avviamo al bando per i lavori che risolveranno disagi e pericoli in un versante che negli anni ha creato non pochi problemi. Mitigare il rischio idrogeologico e riqualificare il territorio sono per noi impegni prioritari».
Gli uffici diretti da Sergio Tumminello hanno definito le procedure di aggiudicazione. A eseguire i rilievi sarà un raggruppamento di professionisti coordinato dalla Sering Ingegneria di Palermo per un importo di 830 mila euro. L’intervento risolverà tutte le criticità dovute all’assenza di un sistema adeguato di smaltimento delle acque meteoriche. Ad oggi, infatti, la canalizzazione di una parte delle acque grava su opere di infiltrazione distribuite sul bacino. La restante parte ancora più consistente viene recapitata dalla rete bianca a quella nera, mediante un sistema di innesti. Risulta pertanto inevitabile la commistione delle acque bianche con i collettori fognari, facendo sì che si realizzi un sistema misto che dà origine a una vera e propria insufficienza idraulica. La finalità dell’opera consiste non solo nel mitigare il rischio di allagamento nelle due borgate, attraverso la raccolta delle acque con canali di gronda sino al collettore nord-occidentale, ma anche nell’impedire che le acque piovane creino interferenze con il sistema fognario sottostante.