«È abbastanza certo che mi presenterò con ControCorrente alle elezioni regionali in Sicilia». A dirlo è Antonio Ingroia, ex magistrato, pm nel processo sulla trattativa Stato-mafia e oggi avvocato, intervenuto a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. Sul possibile impegno politico a livello nazionale, Ingroia precisa che «è ancora tutto un cantiere», ma aggiunge: […]
Foto frame Un giorno da pecora
Antonio Ingroia: «Mi presenterò con ControCorrente alle Regionali in Sicilia»
«È abbastanza certo che mi presenterò con ControCorrente alle elezioni regionali in Sicilia». A dirlo è Antonio Ingroia, ex magistrato, pm nel processo sulla trattativa Stato-mafia e oggi avvocato, intervenuto a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1.
Sul possibile impegno politico a livello nazionale, Ingroia precisa che «è ancora tutto un cantiere», ma aggiunge: «A me piacerebbe, in politica ci vuole un impegno antimafia che non c’è mai stato». In caso di candidatura nazionale, spiega, «sicuramente starei nel Campo largo», mentre considera prematuro parlare di progetto Civico, anche perché non è ancora chiaro quando si voterà.
Le stoccate a Boschi e Renzi
Interpellato sulle parole di Maria Elena Boschi, esponente di Italia Viva, che avrebbe espresso contrarietà a condividere una lista con lui, Ingroia replica: «Neanche io vorrei stare con lei, ma non metto veti». Poi attacca Matteo Renzi, invitandolo a occuparsi delle materie che conosce e facendo riferimento ai suoi viaggi nei Paesi arabi.
Il nome per il centrosinistra e l’ipotesi ministero
Se il centrosinistra dovesse scegliere un federatore invece di ricorrere alle primarie, Ingroia indica Onorato, preferendolo a Pierluigi Bersani, e cita anche la sindaca di Genova Silvia Salis come possibile candidata. Infine, alla domanda sulla possibilità di diventare ministro della Giustizia, risponde: «Con la mia storia come potrebbe non piacermi». Nel corso dell’intervista ha ricordato anche Silvio Berlusconi, che gli avrebbe detto che avrebbe dovuto fare politica anziché il magistrato. Dell’ex presidente del Consiglio, Ingroia ha aggiunto di averne rivalutato le capacità in materia di politica internazionale.