Borsellino, chi onora ogni giorno le sue parole e chi a ogni ricorrenza declama principi che poi calpesta

LE PAROLE E I FATTI. LE CELEBRAZIONI PER CELEBRARE SE STESSI E QUELLE PER RICORDARE LA STRADA FATTA NEL SEGNO DEL CAMBIAMENTO

di Aldo Penna

Per Borsellino doveva nascere “un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
Metà di quelle parole hanno le gambe di milioni di uomini e donne e camminano spedite verso un percorso di liberazione.

L’altra metà ha la faccia dei giovani boss che hanno sostituito i vecchi, altrettanto legati alla politica, allo stesso modo bramosi di controllare il territorio e imporre le loro regole di sopraffazione. L’altra metà ha il volto di classi dirigenti anagraficamente rinnovate, ma drammaticamente uguali a chi li ha precedute, che stanno uccidendo ogni speranza di riscatto e ricerca della felicità, dilapidando risorse, ricoprendosi d’oro e privilegi, mentre la Sicilia è divenuta una piattaforma di partenza di una nuova e tumultuosa emigrazione.

La metà che interpreta per davvero le parole di Borsellino, cambia la propria vita, con la convinzione di mutare in meglio anche quella degli altri. Conosce e sfugge il compromesso morale che potrebbe dare loro vantaggi ma farebbe sentire un deserto di sentimenti nei loro cuori. Non vuole essere indifferente quando si imbatte nel dolore, non vuole versare false lacrime di commozione quando guarda negli occhi chi non ha nulla, non vuole girarsi dall’altra parte ma consegnare la propria vita, il proprio lavoro, le proprie speranze a un progetto di mutamento vero per una terra “bellissima e disgraziata”.
La metà che lotta ogni giorno, rifiutando il pizzo, ribellandosi al racket delle estorsioni. Uomini e donne che non si “lasciano sopraffare dalla paura perché altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti”. Ai moltissimi cui la Sicilia così com’è non piace ma “per questo imparano ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”.

Per tutti questi oggi è un giorno come gli altri perché quelle idee le onorano ogni momento della loro vita. Per altri è un rituale, una passerella, un mantra da recitare come vuota giaculatoria piena di falsi impegni e vuote promesse.

A chi resiste, a chi ha paura ma non vuole morire ogni giorno, il compito di svelare gli inganni che impediscono alla speranza di volare.


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