«C’è un presepe storico che, negli anni, ha fatto sognare tanti catanesi e oggi rischia di andare perduto per sempre». Inizia così l’appello di Alessandro Giacomo Fangano, presidente del comitato provinciale di Catania per l’Unicef, per salvare un presepe storico. La richiesta più urgente è trovare un magazzino dove far sostare i 25 personaggi a […]
Catania, appello per salvare il presepe artistico dal maltempo: «Serve un deposito asciutto»
«C’è un presepe storico che, negli anni, ha fatto sognare tanti catanesi e oggi rischia di andare perduto per sempre». Inizia così l’appello di Alessandro Giacomo Fangano, presidente del comitato provinciale di Catania per l’Unicef, per salvare un presepe storico. La richiesta più urgente è trovare un magazzino dove far sostare i 25 personaggi a grandezza naturale, con animali e attrezzi. Memorie che ritraggono la vita contadina di fine Ottocento in Sicilia, oggi a rischio maltempo. Un progetto voluto e sostenuto da Vincenzo Lorefice, oggi presidente del comitato Sicilia per l’Unicef, e che negli anni è stato anche un concreto aiuto per il gruppo etneo. Con le raccolte di donazioni spontanee durante le sue esposizioni.
La storia del presepe artistico e il ricovero urgente
Le figure a grandezza naturale che compongono il prese artistico sono nate nella metà degli anni Ottanta, con il primo contributo degli artisti Saro Tricomi e Liliana Zappalà. Perfezionato negli anni, fino alla sua forma attuale: dovuta al lavoro di un allora giovanissimo Alessandro Marano. Per anni esposto
alle Grotte di Ulisse, ha accolto migliaia di visitatori. Fino al 1999, quando l’installazione si è spostata a all’Ipab Monsignor Ventimiglia, dove a prendersene cura erano gli ospiti della casa di riposo e del centro diurno. E dove il presepe si trova ancora oggi, ma non più visibile da circa dieci anni. A causa dei problemi alla struttura, oggi peggiorati. Tanto che sul presepe ha pure iniziato a piovere. Rendendo necessario trovare una nuova casa per le figure.
Il futuro restauro delle scuole e un nuovo spazio espositivo
«Al momento le strutture rischiano di rovinarsi a causa delle intemperie – spiega Fangano -. Serve un luogo asciutto e sicuro dove poter ricoverare temporaneamente il presepe, per metterlo al riparo da pioggia e umidità». L’appello è a chi dispone di un locale, garage o magazzino, privo di infiltrazioni, subito disponibile. Il secondo passo sarà poi ripristinare e preservare la bellezza delle statue con i loro curati accessori. «Alcune scuole hanno già mostrato interesse a curarne il restauro, con un bellissimo segnale per i nostri giovani e la memoria della città», racconta il presidente del comitato etneo. Ma, prima, i pezzi vanno salvati. E, dopo, andrà anche trovato dove esporli di nuovo. La ricerca è, infatti, rivolta anche a chi gestisce un ente, parrocchia, associazione o spazio espositivo disponibile a esporre il presepe in modo stabile.