Us Open: La Pennetta cade in piedi

Non ce l’ha fatta Flavia Pennetta a diventare la prima italiana della storia a raggiungere la finale in un torneo dello slam che non sia la terra battuta. Nonostante una partita a tratti commovente, l’azzurra è stata abbandonata proprio sul più bello dal colpo che tanto le aveva regalato in queste due settimane, il servizio. Basti pensare che delle 9 volte che si è presentata alla battuta la brindisina solo in un’occasione – sull’uno pari del primo set – è riuscita a portare a casa il game. Per il resto è stato uno stillicidio di break e contro break, come si usava una volta, quando le battute delle giocatrici non erano niente di più che una rimessa in gioco. Peccato perché Viktoria Azarenka, almeno questa Azarenka, non era certo imbattibile. Anche lei ha avuto terribili problemi con la battuta, ma è riuscita a tenerla almeno 4 volte (su 9) e questo alla fine ha fatto la differenza. E peccato anche perché la Pennetta non ha giocato male, ha tenuto degli scambi di un’intensità pazzesca, riuscendo anche a portarne a casa di alcuni bellissimi – come negli innumerevoli set point del primo set – e in generale non è mai sembrata sul punto di essere travolta dalla fortissima avversaria. La carenza del servizio – poche prime e pochissimi punti con la seconda – è stata sufficiente per perdere il match e la possibilità di incontrare Serena Williams in finale. Capiamo che in questo momento la delusione deve essere terribile ma la Pennetta deve cercare di partire da questo fantastico risultato per avere un finale di carriera con qualche soddisfazione.

Finale di carriera che è invece trionfale per la Williams che ha travolto anche la cinese Na Li, che ci ha provato a reggere, è riuscita a interrompere la serie di 24 game di fila della Williams ed ha anche trovato il modo di strapparle una volta il servizio. Ma non è stato sufficiente e nel game successivo al break, il quarto del secondo game, la cinese si è trovata sul 40/0. Qui ha messo in rete un facile rovescio, si è fatta rimontare ha ceduto il servizio e con esso la partita. Solo un grandissimo orgoglio le ha permesso almeno di annullare qualcosa come 7 match point nell’ottavo game. Ma in quello successivo Serena ha piazzato delle bordate pazzesche e ha chiuso la partita.

Adesso affronta la replica della finale dello scorso anno da superfavorita; l’Azarenka vista oggi – che è sotto 12-3 nei confronti diretti – non sembra avere grandi speranze. Però spesso la bielorussa ha trascinato Serena in partite molto complicate, la finale dello scorso anno Serena l’ha chiusa per 75 al terzo, e le ultima due volte che le due si sono affrontate sul cemento sorprendentemente l’americana ha perso: a Doha per 63 al terzo e non più tardi di un mese fa a Cincinnati in una gran partita finita al tiebreak. Insomma ci sarebbero i presupposti per un grande finale, sia questa una consolazione.

Us Open semifinali (s.f.) Azarenka b. Pennetta 64 62; Williams b. Na Li 60 63


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Non ce l'ha fatta flavia pennetta a diventare la prima italiana della storia a raggiungere la finale in un torneo dello slam che non sia la terra battuta. Nonostante una partita a tratti commovente, l'azzurra è stata abbandonata proprio sul più bello dal colpo che tanto le aveva regalato in queste due settimane, il servizio. Basti pensare che delle 9 volte che si è presentata alla battuta la brindisina solo in un'occasione - sull'uno pari del primo set - è riuscita a portare a casa il game. Per il resto è stato uno stillicidio di break e contro break, come si usava una volta, quando le battute delle giocatrici non erano niente di più che una rimessa in gioco. Peccato perché viktoria azarenka, almeno questa azarenka, non era certo imbattibile. Anche lei ha avuto terribili problemi con la battuta, ma è riuscita a tenerla almeno 4 volte (su 9) e questo alla fine ha fatto la differenza. E peccato anche perché la pennetta non ha giocato male, ha tenuto degli scambi di un'intensità pazzesca, riuscendo anche a portarne a casa di alcuni bellissimi - come negli innumerevoli set point del primo set - e in generale non è mai sembrata sul punto di essere travolta dalla fortissima avversaria. La carenza del servizio - poche prime e pochissimi punti con la seconda - è stata sufficiente per perdere il match e la possibilità di incontrare serena williams in finale. Capiamo che in questo momento la delusione deve essere terribile ma la pennetta deve cercare di partire da questo fantastico risultato per avere un finale di carriera con qualche soddisfazione.

Non ce l'ha fatta flavia pennetta a diventare la prima italiana della storia a raggiungere la finale in un torneo dello slam che non sia la terra battuta. Nonostante una partita a tratti commovente, l'azzurra è stata abbandonata proprio sul più bello dal colpo che tanto le aveva regalato in queste due settimane, il servizio. Basti pensare che delle 9 volte che si è presentata alla battuta la brindisina solo in un'occasione - sull'uno pari del primo set - è riuscita a portare a casa il game. Per il resto è stato uno stillicidio di break e contro break, come si usava una volta, quando le battute delle giocatrici non erano niente di più che una rimessa in gioco. Peccato perché viktoria azarenka, almeno questa azarenka, non era certo imbattibile. Anche lei ha avuto terribili problemi con la battuta, ma è riuscita a tenerla almeno 4 volte (su 9) e questo alla fine ha fatto la differenza. E peccato anche perché la pennetta non ha giocato male, ha tenuto degli scambi di un'intensità pazzesca, riuscendo anche a portarne a casa di alcuni bellissimi - come negli innumerevoli set point del primo set - e in generale non è mai sembrata sul punto di essere travolta dalla fortissima avversaria. La carenza del servizio - poche prime e pochissimi punti con la seconda - è stata sufficiente per perdere il match e la possibilità di incontrare serena williams in finale. Capiamo che in questo momento la delusione deve essere terribile ma la pennetta deve cercare di partire da questo fantastico risultato per avere un finale di carriera con qualche soddisfazione.

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