«Nell’auspicare che l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata possa dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, Palazzo d’Orléans ribadisce che la mancata costituzione di parte civile non pregiudica il diritto della Regione di avanzare, in caso di condanna, la richiesta di risarcimento del danno in sede civile». Si legge in una nota della Regione in […]
Processo Amata, la Regione non si costituisce parte civile
«Nell’auspicare che l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata possa dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, Palazzo d’Orléans ribadisce che la mancata costituzione di parte civile non pregiudica il diritto della Regione di avanzare, in caso di condanna, la richiesta di risarcimento del danno in sede civile». Si legge in una nota della Regione in merito alla mancata costituzione di parte civile dell’ente al processo per corruzione che vede imputata l’assessora al Turismo Elvira Amata.
La Regione non si è costituita parte civile nel processo contro l’assessora Amata
Come già noto, la Regione non era più in termini già alla scorsa udienza per partecipare al processo non avendo presentato richiesta di costituzione. Ma potrebbe, comunque, chiedere un eventuale risarcimento in sede civile. Amata è imputata davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo. Il processo è alle battute iniziali con la predisposizione del calendario delle audizioni dei testi presenti nelle liste di accusa e difesa presentate alla scorsa udienza. Nella lista testi depositata dai legali della difesa, gli avvocati Giuseppe Gerbino e Sebastiano Campanella, c’è, tra gli altri, il presidente della Regione siciliana Renato Schifani.
Le accuse e la difesa
Secondo la procura di Palermo, l’assessora avrebbe ottenuto da Marcella Cannariato, legale rappresentante della A&C Broker Srl, l’assunzione del nipote e il pagamento delle spese per l’alloggio di quest’ultimo durante i mesi di lavoro a Palermo. In cambio, Amata avrebbe finanziato con 30mila euro la manifestazione Donna, economia e potere promossa dalla fondazione Marisa Bellisario. Di cui Cannariato, condannata a due anni e sei mesi, era rappresentante regionale. L’assessora non si è dimessa e ha sempre sostenuto di essere «una persona perbene e onesta. Non mi sono mai macchiata di comportamenti illegali, né immorali – ha affermato -. E sono convinta che dimostrerò la mia innocenza».
La protesta del Partito democratico
«Re Schifani ha appiattito la Regione Siciliana ai suoi voleri», afferma il segretario regionale del Partito democrati Anthony Barbagallo, a proposito della mancata costituzione di parte civile della Regione nel processo per corruzione contro Elvira Amata. «E, dunque – si chiede in modo sarcastico – perché mai costituirsi parte civile in un processo per corruzione, in cui l’imputata è l’assessora al Turismo che continua a essere seduta in giunta regionale? E poi, però, il governatore pensa di tacitare le polemiche varando improbabili e poco credibili disegni di legge sulla trasparenza e contro la corruzione. Che oramai è diventata un male endemico e incontrastato da questo governo. Con ancora più vigore – aggiunge – di fronte a quest’ennesimo abuso di potere di Schifani, domani saremo in piazza per spingere Schifani fuori da palazzo d’Orleans».