Precari, anche la Cgil siciliana in campo: “Basta con gli spot elettorali”

NON SIAMO SOLO NOI DI LINKSICILIA AD AFFERMARE CHE QUESTE PROMESSE DI ‘STABILIZZAZIONI’ SONO SOLO DELLE PRESE PER I FONDELLI

Meno male che non siamo solo noi a manifestare perplessità sulle ‘proroghe’ e sulle ‘stabilizzazioni’ dei 23 mila precari degli enti locali siciliani (che adesso pare siano diventati 24 mila e che forse, tra qualche mese, diventeranno 25 mila…). La ‘menata’ su tali precari – questa la nostra tesi – è che è tutta una presa in giro. Compresi gli emendamenti approvati ieri dal Senato.

A certificare che non siamo matti c’è un comunicato ufficiale della Cgil siciliana. Leggiamolo assieme.

“Basta con gli spot elettorali”, scrive la Funzione pubblica della Cgil Sicilia dopo le dichiarazioni trionfalistiche del governo Crocetta rispetto all’emendamento approvato in Senato e che darebbe il via alla stabilizzazione dei precari”.

“Gli annunci dell’assessore Valenti (Patrizia Valenti, assessore regionale alla Funzione pubblica ndr) sono solo strumentali e fuori luogo – dice il segretario della Funzione pubblica della Cgil, Michele Palazzotto (nella foto sopra) -. Non e’ vero che il 70% dei precari potrà essere stabilizzato. Le proposte contenute nell’emendamento passato al Senato, che contiene come unica nota positiva la proroga di 12 mesi dei contratti, sono un atto dovuto”.

“Siamo impegnati a presentare emendamenti – aggiunge ancora il segretario della Funzione pubblica Cgil in Sicilia – che prevedano il rinnovo automatico dei contratti in scadenza, uno sul bacino unico per contrattisti e Lsu ed uno per individuare un punteggio che attesti la professionalità acquisita da chi ha lavorato per 23 anni nelle fasce C e D. Serve un tavolo con il Governo per discutere di tutto questo e avviare un percorso serio per far uscire dal ricatto della proroga migliaia di persone. L’auspicio è che il Governo ci convochi al più presto”.

Noi vorremmo aggiungere qualche altra considerazione. Il fatto che il pagamento delle retribuzioni a questi precari non venga conteggiato nel Patto di stabilità – così come prevede l’emendamento approvato ieri dal Senato – non risolve un altro problema che si sintetizza in una domanda che il presidente Crocetta, il ministro Giampiero D’Alia, l’assessore Valenti e la senatrice Simona Vicari dovrebbero rispondere: chi ‘caccia’ i soldi per pagare questi 23 mila, adesso 24 mila dipendenti degli enti locali siciliani?

Proviamo a ‘rinfrescare’ un po’ la memoria a questi politici siciliani. Fino ad oggi, nel bene e nel male, questi precari sono stati pagati, per il 95 per cento, con fondi regionali. Ora, però, la Regione è al verde. Ricordiamo che gli ultimi 110 milioni di euro e rotti per pagare fino al prossimo 31 dicembre questo personale sono stati erogati dalla Regione con una legge approvata la scorsa estate. Soldi presi dai fondi globali. Cioè dalle risorse finanziarie che sarebbero dovute servire per approvare nuove leggi. Magari a sostegno dell’imprenditoria. La Sicilia, invece, i soldi che dovrebbero essere utilizzati per sostenere le imprese e creare nuova e vera occupazione li usa per i precari. Questo è un fatto oggettivo.

Chi pagherà il prossimo anno? Ricordiamo che solo per pagare gli ‘stipendi’ ai 23 mila o 24 mila precari degli enti locali ci vogliono 300 milioni di euro all’anno. Chi tirerà fuori i soldi? Roma? Palermo? Noi ancora non l’abbiamo capito.

Questo vale per i 23 mila o 24 mila precari. E gli altri? I precari siciliani – come sa anche il nostro amico Michele Palazzotto – non sono solo i 23 mila o 24 mila degli enti locali. Ce ne sono altri 50 mila. A cominciare dai precari ‘freschi freschi’ degli Ato rifiuti, che sono tra 12 mila e 13 mila. Per non parlare dei precari di Palermo (Gesip e ex Pip), dei precari della Regione e di enti e società regionali, dei precari delle Province eccetera eccetera.

Di questi precari, chissà perché, né l’assessore Crocetta, né l’assessore Valenti, né il Ministro D’Alia, né la senatrice Simona Vicari fanno cenno. Sono vittime di amnesie? Possibile che tra i ministeri, Palazzo Madama e Palazzo d’Orleans non si trovi un po’ di fosforo per far tornare la memoria a questi politici? Forse vogliono risparmiare perché gli integratori (in questo caso al fosforo) non sono prescrivibili?

Morale: se per pagare lo ‘stipendio’ ai 23-24 mila precari degli enti locali siciliani ci vogliono, come già accennato, 300 milioni di euro circa all’anno, per pagarlo a tutt’e 70-80 mila precari della Sicilia ci vogliono 800 milioni di euro o forse qualcosa in più.

Ripetiamo la domanda: chi pagherà?

E rilanciamo la nostra proposta: invece di prendere in gir la gente, meglio istituire il salario minimo garantito per tutti, compresi i disoccupati. Chiudendo per sempre la stagione del precariato. Evitando di mettere in giro la parola ‘stabilizzazione’ che, alla luce della realtà dei conti pubblici nazionali e regionali non sta né in cielo, né in terra.

 

 


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