Palermo, Zamparini carica i giocatori «Voglio squadra cattiva e determinata»

Quando Maurizio Zamparini scende a Palermo, la notizia è sempre dietro l’angolo. Venuto in Sicilia dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi che ne avevano preannunciato l’arrivo, il patron rosanero parla ai giornalisti delle sue sensazioni, cominciando con una battuta: «Sono venuto qui per fare la formazione, visto che la stampa palermitana dice che la faccio io. Si pensa che se io non faccio la formazione, la squadra non può scendere in campo». Battute a parte, Zamparini ha poi affrontato vari temi a partire dal suo rapporto con mister Tedino: «L’allenatore mi chiama sempre un paio d’ore dopo le partite e mi ha detto che aveva provato a giocare con le due punte, ma con scarsi risultati. Se voi pensate che io faccia la formazione, pazienza, ve lo lascio pensare». Breve, invece, la parentesi sulla sfida di domani contro la Cremonese: «La partita di domani pesa come tutte le altre, mancano otto partite e non servirà solo la tecnica, ma anche concentrazione, cattiveria e la giusta determinazione».

Il patron ha detto anche la sua sul periodo di appannamento del centravanti rosanero, Nestorovski: «Nestorovski ha fatto solo tre gol da dicembre. Se per ora segna di meno è perché la squadra crea meno occasioni da gol. Sono sicuro che da domani si rivedrà il vero Nestorovski». Non solo il capitano, però. Il patron, infatti, ha avuto un colloquio anche con La Gumina che nelle ultime gare ha fatto bene: «Gli ho ribadito che ha la fiducia e la stima della società. Tutte le punte con una corporatura come la sua sono esplose a 26 o 27 anni, bisogna avere pazienza e aspettare il proprio turno. Alla sua età viene fuori gente come Dybala o Coronado». Inevitabile il confronto con l’Empoli, in vetta alla classifica con nove punti di vantaggio sulle inseguitrici: «Rispetto al Palermo, l’Empoli ha un sistema di gioco collaudato. Questa però non va letta come una critica al mister, vuol dire soltanto che noi non l’abbiamo ancora trovato. Inoltre hanno anche più fortuna (il termine usato era più colorito, ndr) rispetto a noi».

Zamparini affronta anche l’argomento relativo a Frank Cascio, passato un po’ in secondo piano: «Non l’ho sentito, ormai è il mio avvocato Anania che si occupa dei contatti con gli investitori. Cascio è un bravo ragazzo, ma anche lui probabilmente sta facendo fatica a trovare investitori. D’altronde non ci sono riuscito neanche io. Con lui c’è una lettera di intenti che per me è ancora valida. Mi è molto simpatico, ma ci vogliono soldi e per ora ho dovuto metterli io». Inevitabile che le grane giudiziarie abbiano avuto delle conseguenze: «L’istanza di fallimento mi ha procurato danni anche a livello personale, costringendomi a chiudere dei conti correnti in Europa. Adesso con i sistemi informatici anche le banche ti dipingono secondo quello che scrivono i giornali. Anche la mancata promozione avrebbe gravi ripercussioni, ma se non saremo promossi se ne riparlerà, al momento non voglio neppure pensarci». Il patron dopo torna sul finale di stagione: «Tutte le partite saranno fondamentali. Mi auguro che la fortuna torni ad assisterci, per ora ci ha voltato le spalle. Con il Pescara abbiamo avuto la fortuna sul rigore parato, ma il penalty non c’era. Non voglio neanche pensare ai play off, perché il nostro obiettivo è la promozione diretta».

Su Posavec, che ha perso il posto a favore di Pomini: «Chiaramente – confessa Zamparini – come tutti i ragazzi sta soffrendo questa concorrenza e al novanta per cento l’anno prossimo andrà via per giocare da un’altra parte». Il patron ha poi chiesto collaborazione ai calciatori più esperti: «Mi aspetto di più da tutta la squadra, io ho parlato con i giocatori più esperti come Jajalo, Struna e Pomini, ma anche con Nestorovski e Coronado. Loro sono i nostri punti di equilibrio, non abbiamo giocato male ma dobbiamo correre di più. A loro ho detto di aiutare il mister a comprendere certe difficoltà dal campo». Sul tecnico, Zamparini ribadisce che non rischierebbe anche in caso di mancata promozione: «Tedino può stare tranquillo. Anche se dovessimo restare in serie B, sarebbe lui l’allenatore perché non c’è nessuno che potrebbe sostituirlo. Forse il problema sorgerebbe per la serie A che lui non ha mai fatto, ma a quel punto ci sono io che l’ho già fatta. Spero che chi verrà dopo di me, porti comunque manager di esperienza come succede in tutte le società top». Chiuso il discorso relativo all’istanza di fallimento, sul filone penale, infine, Zamparini è telegrafico: «Io in questo Paese non mi aspetto niente».


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