Mozione della Facoltà di Lingue e letterature straniere

  Mozione della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere
Approvata all’unanimità nella seduta del 24.09.2008

Non si può tacere di fronte a quanto sta avvenendo nel nostro Paese in riferimento al sistema pubblico dell’istruzione.

È in corso, e non da oggi, un virulento tentativo di smantellarlo a favore di processi di privatizzazione destinati a incrementare le fila di precari e disoccupati, a limitare il diritto allo studio, a reintrodurre pesanti discriminazioni sociali, a non dare risposta alle esigenze di sviluppo della ricerca e dell’innovazione, a lacerare il tessuto democratico.

Non avranno altri effetti se non questi, gli ultimi provvedimenti del governo Berlusconi su Università e Scuola. Per l’Università, essi prevedono dal 2009 al 2013 una riduzione progressiva del Fondo di Finanziamento Ordinario dell’11%, con conseguenti tagli – resi ancor più pesanti dal ripristino della tesoreria unica – che gli Atenei dovranno apportare alle risorse destinate a ricerca, assegni, borse di dottorato e servizi.

Il turn over per il personale docente e tecnico-amministrativo sarà limitato fino al 2012 al 20% dei pensionamenti e successivamente al 50%, precludendo così l’inserimento lavorativo a giovani studiosi costretti pertanto a una massiccia migrazione, riducendo la platea degli strutturati a vantaggio dell’ampliamento del precariato, strozzando l’offerta formativa, i servizi e il buon funzionamento della gestione tecnica e amministrativa.

Saranno altresì intaccate le condizioni retributive, già basse, del personale docente e di quello non docente; per quest’ultimo si prevede inoltre la riduzione del Fondo per il finanziamento della contrattazione integrativa.

Il riferimento alla possibilità di trasformare le Università pubbliche in fondazioni private che, com’è noto, non sono tenute a rispettare per le tasse il tetto del 20% sul FFO, fa ben comprendere le reali intenzioni del Governo e della Confindustria: lasciare alla deriva l’Università pubblica, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, a vantaggio di alcune aree cosiddette di eccellenza. Un disegno che va contro gli interessi dello sviluppo del nostro Paese, che richiederebbe laureati in maggior numero e di migliore qualificazione, più ricerca di base e innovazione. Nessuno intende giustificare eventuali sprechi, disservizi, e bassa qualità. Al contrario, una seria valutazione del sistema presuppone risorse adeguate al suo funzionamento e al suo sviluppo.

Siamo dunque in presenza di un disegno che va fermato e che non può vederci spettatori acritici e passivi. In tale contesto, l’Ateneo di Catania è chiamato, a partire dai suoi vertici, ad una responsabile e immancabile missione di sensibilizzazione culturale e democratica del territorio.

Proprio per questo, la Facoltà di Lingue si impegna, nel proclamare lo stato di agitazione, ad approfondire questi temi e invita i docenti dell’Ateneo, il personale, le Organizzazioni Sindacali, gli studenti a promuovere un coordinamento delle iniziative di mobilitazione, anche in collegamento con il mondo della scuola.

Si indice per questo dal 6 al 12 ottobre una prima settimana di mobilitazione e un’assemblea cittadina per giorno 24 ottobre alle ore 17.00 presso l’Auditorium dell’ex Monastero dei Benedettini.

Dal 12 al 23 ottobre saranno previste riunioni, d’Ateneo e d’Istituto, per preparare l’Assemblea generale.


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