Masters di Londra, fuori Nadal

In questi giorni il master è stato investito dalla bufera Noah. L’ex tennista transalpino, in un suo articolo sul supplemento sportivo del settimanale di Le Monde, ha scritto in maniera decisamente brusca, che gli sportivi spagnoli riescono ad ottenere i loro fantastici risultati perché si dopano. Inutile dire che sono calati gli strali sul povero Yannick, l’ultimo vincitore del Roland Garros che giocava un tennis tutto d’attacco. Persino il gran capo della FIFA, lo svizzero Blatter, si è sentito in dovere di intervenire. La polemica non poteva che investire il chiacchieratissimo Rafa che in conferenza stampa si è lasciato andare ad uno stizzito “sono parole di un bambino”.

Sia stato o no disturbato dalle voci provenienti da un prestigioso settimanale, rimane il fatto che anche per quest’anno Nadal dovrà rinunciare ad annoverarsi tra i “maestri dei maestri”, come vengono chiamati coloro che riescono a vincere il torneo di fine anno tra i primi 8 della classifica mondiale. In tre partite il giocatore spagnolo è riuscito a vincere una sola partita, contro l’americano Fish, prima di andare incontro ad una terribile scoppola contro un Federer d’annata e di dover alfine abbandonare abbastanza mestamente il torneo dopo la partita di ieri sera contro Tsonga. Il francese, che si era scusato per le parole scritte da Noah, aveva pur cercato di dare una mano al celebre avversario. Nonostante una partita praticamente dominata, sul 4-5 del secondo set l’Alì del tennis è infatti riuscito a regalare il proprio turno di servizio all’avversario e infilarsi in un pericolosissimo terzo set. Sembrava lì che Nadal avesse recuperato, nello sguardo se non proprio nel gioco, qualcosa della cattiveria agonistica che gli ha consentito, salvo ulteriori clamorose rivelazioni, una carriera strepitosa. Un paio di “vamos” con relativo uppercut scagliato verso l’aria aveva dato ai suoi tifosi l’illusione che qualcosa stesse per cambiare. Ma il Nadal di questo periodo è davvero poca cosa. Perso il servizio sull’1-1 la partita si è incanalata rapidamente verso la sua naturale conclusione, Non prima di un ultimo ultimo sussulto quando, dopo aver di nuovo strappato il servizio ad un avversario tanto sconsolato da sbagliare il suo colpo preferito – un’uncinata di dritto dal centro del campo su una palla spenta – il francese è andato a servire per il match. Lì Tsonga si è fatto prendere dall’angoscia riuscendo a commettere addirittura tre doppi falli e cedendo per la seconda volta il servizio. In altri tempi questo sarebbe costata la partita e la semifinale al francese. Invece Nadal ha messo insieme un altro disastroso turno di servizio e Tsogna ha potuto raggiungere Federer, tranquillo vincitore del suo inutile match pomeridiano contro un buon Fish, in semifinale.

Per conoscere il nome del suo avversario bisognerà attendere. La situazione del gruppo A è infatti terribilmente complicata. Se è vero che Ferrer è già qualificato e che Tisparevic è già eliminato, è difficile stabilire se saranno Djokovic o Berdych a raggiungere gli altri tre in semifinale. A Djokovic potrebbe non bastare battere il connazionale Tipsarevic nella prima partita di oggi, perché nel caso Berdych riuscisse a sconfiggere per 2 set a 0 Ferrer, il turno lo passerebbe il ceco che beccherebbe Federer in semifinale. C’è di più. Nel caso Djokovic perdesse un’eventuale vittoria di Ferrer su Berdych qualificherebbe il serbo. Questi calcoli hanno fatto gridare allo scandalo rinomati commentatori italiani, convinti che il tennis non sia adatto a questi giochetti (?). In fondo basterebbe dotarsi di una discreta calcolatrice, o al limite attendere stasera, e tutti i dubbi, anche i loro, saranno sciolti.

 

Risultati. Tsonga b. Nadal 7/6 (2) 4/6 6/3; Federer b. Fish 6/1 3/6 6/3

 

 


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In questi giorni il master è stato investito dalla bufera noah. L'ex tennista transalpino, in un suo articolo sul supplemento sportivo del settimanale di le monde, ha scritto in maniera decisamente brusca, che gli sportivi spagnoli riescono ad ottenere i loro fantastici risultati perché si dopano. Inutile dire che sono calati gli strali sul povero yannick, l'ultimo vincitore del roland garros che giocava un tennis tutto d'attacco. Persino il gran capo della fifa, lo svizzero blatter, si è sentito in dovere di intervenire. La polemica non poteva che investire il chiacchieratissimo rafa che in conferenza stampa si è lasciato andare ad uno stizzito “sono parole di un bambino”.

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