Ieri mattina camminavo lungo via Gesuiti – la strada parallela a via Sangiuliano, per intenderci – e ho notato un bel po’ di fogli sparsi lungo tutta la via. Incuriosita, ho sbirciato più da vicino. Potete immaginare il mio stupore quando ho capito che si trattava di materiale didattico e di segreteria di una scuola. Ma non una qualsiasi. L’istituto d’arte.
Sapevo che a breve si sarebbe sgombrato l’ex collegio dei Gesuiti, ma confidavo in modalità un po’ più professionali per un trasloco del genere. Temi sotto le ruote delle auto in sosta, fatture per le forniture buttate dentro una fontanella, tracce degli esami di Stato sparse tra le basole.
Sperando segretamente di non trovare più nulla, dicendomi che forse era una situazione temporanea, che il trasloco era appena avvenuto e forse c’era stato un problema con il trasporto del materiale, ho pensato di rifare una passeggiata nel pomeriggio. Illusa. La situazione è uguale. O forse è peggiorata visto il forte vento che ha sparso ancora di più le carte per tutta la strada.
Insomma, oltre alla rabbia per tutto quello che rappresentano quei fogli (si tratta di lavoro e di atti ufficiali), c’è anche l’incredulità per lo scempio e quello che è vero e proprio inquinamento.
Tiziana
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