«Non erano tangenti, ma prestiti di poche migliaia di euro dell’avvocato Matta. O soldi che mi erano dovuti per consulenze professionali». Così ha detto Gaetano Armao davanti al giudice per le indagini preliminari di Palermo durante l’interrogatorio preventivo. È accusato di avere intascato delle tangenti mentre era a capo della Commissione tecnica specialista (Cts) per […]
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«Non erano tangenti, ma prestiti o compensi»: le dichiarazioni spontanee di Armao
«Non erano tangenti, ma prestiti di poche migliaia di euro dell’avvocato Matta. O soldi che mi erano dovuti per consulenze professionali». Così ha detto Gaetano Armao davanti al giudice per le indagini preliminari di Palermo durante l’interrogatorio preventivo. È accusato di avere intascato delle tangenti mentre era a capo della Commissione tecnica specialista (Cts) per le autorizzazioni ambientali. La procura ha chiesto per l’avvocato ed ex vicepresidente della Regione Siciliana l’arresto per corruzione. Armao si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha reso dichiarazioni spontanee e depositato una memoria difensiva di 250 pagine.
Lombardo interrogato per oltre tre ore
È durato più di tre ore l’interrogatorio di Giuseppe Lombardo, deputato regionale del Mpa, indagato per corruzione. Secondo l’accusa, il parlamentare si sarebbe attivato, in qualità di componente della commissione Sanità dell’Ars, per favorire l’approvazione di un emendamento legislativo a vantaggio della onlus palermitana Samo, in cambio dell’assunzione di Domenica Spartà, consigliera comunale del Catanese a lui vicina. Per Lombardo la procura ha chiesto gli arresti domiciliari. L’indagato è nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo e figlio dell’ex deputato regionale e nazionale Angelo.
Matta respinge le accuse, Zancla sceglie il silenzio
L’avvocato Pierluigi Matta si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha reso dichiarazioni spontanee, respingendo le contestazioni, e ha depositato memorie difensive. Il suo legale, Giovanni Di Benedetto, ha spiegato che Matta e Armao si conoscono da quarant’anni e che l’avvocato avrebbe assistito il collega in diverse procedure esecutive, conoscendone quindi la situazione debitoria. La difesa ha inoltre contestato la fedeltà delle trascrizioni di alcune intercettazioni rispetto agli audio originali, sostenendo che in almeno due occasioni non sarebbe stato pronunciato il nome «Gaetano».
Anche Luigi Zancla, 82 anni, ex presidente della onlus Samo e tra gli indagati, ha scelto di non rispondere al giudice. «Sono molto triste», ha dichiarato ai cronisti dopo l’interrogatorio. Secondo l’ipotesi accusatoria, le somme che Armao avrebbe ricevuto da alcuni imprenditori sarebbero state mascherate da compensi per consulenze legali liquidati a Matta, che gli investigatori ritengono non effettivamente svolte.