«Diecimila posti di lavoro grazie alla creazione dell’agenzia Vulcano». Un ente immaginato come il collegamento tra il territorio, le istituzioni e gli investitori sia locali che stranieri. Era questa la promessa fatta in campagna elettorale dal candidato sindaco Enzo Bianco. Lo sviluppo del progetto era stato affidato al dirigente catanese Pasquale Pistorio. L’ex manager di STMicroelectronics e Telecom Italia, in veste di futuro capo del consiglio di amministrazione, aveva presentato la missione dell’agenzia davanti all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a febbraio 2014 in visita a Catania. Trascorsi più di due anni dall’elezione di Bianco, l’agenzia Vulcano è rimasta un’incompiuta che non è più una priorità per l’amministrazione. Allontanando, di fatto, l’interesse di alcuni imprenditori e dei loro capitali.
Pistorio, spiegava allora a Napolitano, voleva una «struttura operativa molto snella e di sole due persone stipendiate». I membri del cda avrebbero invece dovuto operare «a puro titolo di servizio», gratis. I compiti affidati all’agenzia Vulcano erano stati divisi in quattro obiettivi: creare una mappatura delle aziende del territorio, assistere le piccole attività e le start-up, aiutare le imprese a collaborare anche al di fuori dei confini locali. Infine, «attirare investimenti e creare posti di lavoro». Che avrebbero dovuto avere ricadute positive sul settore turistico, agricolo, dell’industria ad alta tecnologia e delle energie rinnovabili. «Il successo dell’Agenzia – concludeva Pistorio di fronte all’allora presidente della Repubblica – sarà misurato dal numero di nuovi occupati».
«Trenta li avrebbero assicurati degli investitori sauditi, che ad aprile 2014 avevano manifestato l’intenzione di stabilire la propria attività alla zona industriale di Catania» dice a MeridioNews Andrea Urzì, componente del Tavolo per le imprese e intermediario del gruppo già presente in Sicilia e impegnato in altri settori. Ma dopo un primo incontro col sindaco Bianco, per esporre il loro programma, «sono rimasti ad aspettare una risposta dell’amministrazione, che non è mai arrivata». Trattamento che, spiega il rappresentante dei sauditi, «ha convinto il gruppo a rinunciare all’investimento, circa trenta milioni di euro». Nell’occasione, il ruolo dell’agenzia Vulcano «sarebbe stato fondamentale per valutare più a fondo la proposta e – conclude Urzì – trovare una possibile soluzione per garantire alla città la ricaduta positiva in termini economici e di occupazione».
«Degli arabi non so nulla», risponde a MeridioNews l’assessore al Bilancio e alle finanze Giuseppe Girlando. A proposito dell’agenzia Vulcano, invece, spiega: «È ferma per mancanza di fondi». I costi necessari all’avvio dovevano essere coperti «con le somme date ai consorzi fidi (cioè gestiti dalle associazioni di categoria, ndr), all’interno del Patto per il lavoro». Sono circa 1,4 milioni di euro «che sono serviti come fondo per garantire finanziamenti medio piccoli agli imprenditori, ma che sarebbero dovuti tornare indietro a conclusione del progetto». Il Comune ne chiede la restituzione «da inizio 2015», spiega Girlando. Ma sembra che «si siano persi nei bilanci dei consorzi di categoria». «Entro qualche mese – continua fiducioso l’assessore – saranno nuovamente nelle casse comunali». Da quel momento «servirà un altro po’ di tempo» per l’attivazione dell’agenzia. Tuttavia lo scenario pare cambiato: «Non è più una priorità – conclude Girlando – dopo che il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha promesso 200 milioni di investimenti, tra circumetnea, porto e metropolitana».
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