Elezioni, se l’Europa è l’unica a investire sul Mezzogiorno «Ecco perché al Sud il voto dovrebbe interessare molto»

L’immigrazione sempre più spesso accoppiata alla sicurezza. L’euro. I sovranismi. La campagna elettorale per le elezioni Europee che si svolgono oggi ha faticato a entrare in un vero confronto sui temi. Uno, in particolare per chi vive nel Meridione d’Italia, andrebbe messo al centro del dibattito, stampato bene nella mente, al di là delle appartenenze politiche. Negli ultimi anni l’Europa è stata l’istituzione che ha investito di più nel Sud del nostro Paese. Anzi, ha a tutti gli effetti sostituito lo Stato. «Facciamo un ragionamento prettamente economico – spiega a MeridioNews Luca Bianchi, direttore della Svimez, l’Agenzia per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno – tutti i fondi europei della programmazione 2014-20 hanno un valore di 2.200 euro pro capite al Sud contro 400 euro pro capite al Nord». L’Europa ha cioè investito per ogni residente nel Mezzogiorno d’Italia cinque volte tanto rispetto a un abitante del Centro-Nord. «Europeismo e meridionalismo si devono necessariamente sposare ed è incredibile come tutto questo nella campagna elettorale non sia emerso», sottolinea Bianchi.

L’Unione europea si è sempre posta come obiettivo l’annullamento del divario esistente tra le zone più sviluppate e quelle più povere del continente. E la ricca torta dei fondi di coesione è finalizzata a colmare questo gap. Tuttora l’Italia è il secondo Paese dell’Ue a ricevere maggiori risorse dopo la Polonia. Solo che questi fondi dovrebbero essere in aggiunta a quelli investiti dallo Stato. E invece non è stato così. «L’Italia – spiega il direttore della Svimez – ha sostanzialmente delegato l’Europa a centrare l’obiettivo della coesione. Perciò tutti pensano che il Sud sia inondato di risorse ma non è così, perché da un lato gliele dai ma dall’altro gliele togli. Emerge con forza che lo Stato ha una difficoltà rilevante e fare spesa ordinaria nel Mezzogiorno, questo comporta un livello peggiore delle principali infrastrutture sociali: la scuola, le università, gli ospedali, i servizi pubblici locali. Le cose su cui un cittadino misura la propria qualità della vita. E non solo. Anche i grandi investitori statali – Anas e Ferrovie – investono meno a Sud. Così alla fine, sommando la spesa corrente con quella per investimenti, la spesa pro capite complessiva è decisamente più bassa al Sud che al Nord». 

Eppure il governo Gentiloni aveva introdotto una novità importante: la clausola del 34 per cento. Nelle Regioni del Sud vive il 34 per cento della popolazione nazionale. Di conseguenza il minimo che lo Stato e le grandi società pubbliche dovrebbero fare è investire il 34 per cento degli investimenti nel Mezzogiorno. L’ultimo rapporto Svimez, però, certifica che «il livello degli investimenti pubblici nel Sud nel 2017 è rimasto ancora bassissimo, a cui si somma una spesa ordinaria in conto capitale del tutto insufficiente nel Mezzogiorno, lontana da quei principi di riequilibrio territoriale sanciti con la clausola del 34%». Recentemente la ministra del Sud Barbara Lezzi ha promesso il rispetto di questo paletto. «Ma – sottolinea Bianchi – di fatto nel 2019 non abbiamo nessun elemento attuativo della norma». E ancora, quello che viene stanziato dal governo, come è stato per i famosi Patti per lo sviluppo (il Patto per il Sud, il Patto per la Sicilia, e quelli per le tre città metropolitane) non si riesce a trasformare in spesa concreta. «Soprattutto – precisa il direttore – per l’incapacità complessiva della pubblica amministrazione, sempre più indebolita, di progettare». 

Così le risorse comunitarie finiscono per non essere aggiuntive a quelle dello Stato, ma sostitutive. «Nel nostro Paese – si legge ancora nell’ultimo rapporto Svimez – più volte è stato contestato e dimostrato come la spesa comunitaria abbia sostituito la spesa ordinaria, e come tale effetto di sostituzione sia stato tra le principali cause della mancata efficacia delle politiche di sviluppo regionale». 

Adesso però anche i fondi europei che arrivano in Sicilia e nel Sud in generale affrontano un nuovo pericolo, strettamente legato alle elezioni di oggi. Al nuovo Parlamento toccherà infatti decidere i regolamenti attuativi della nuova programmazione 2021-27. «Al Sud – spiega Bianchi – dovrebbe interessare molto eleggere una delegazione italiana che difenda le politiche di coesione e ne aumenti l’efficacia. In un parlamento sovranista è possibile che si torni a parlare di clausole di salvaguardia, cioè la possibilità di revocare i fondi nel caso in cui un Paese sfori qualche parametro europeo. Il paradosso è che, nel caso in cui l’Italia non raggiunga gli obiettivi, il prezzo finirebbe a pagarlo il Mezzogiorno».


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

La settimana dal 19 ottobre sembra tranquilla, ma l’oroscopo avverte: nel weekend cambiano molte cose. Innanzitutto, il Sole abbandona i gradi Bilancia per scivolare in Scorpione, facendosi introspettivo, ricercando verità e dedicandosi all’analisi delle passioni. Giorno 24 Mercurio si ferma retrogrado in Scorpione e non sarà semplice spiegarsi cosa non si comprende. Specie nei sentimenti, […]

Dal 12 ottobre si apre una settimana piena di eventi: l’oroscopo è inaugurato da una splendida Luna che si congiunge alla passionale Venere in Scorpione. E con un Acquario che risveglia la creatività di Plutone, che torna in moto diretto nel suo cielo, innescando nuove dinamiche per tutto lo zodiaco. Marte e Giove in Leone […]

Dal 5 ottobre inizia una settimana con un oroscopo che propone ancora le logiche della Bilancia. E interrogherà i segni zodiacali su quali siano i rapporti validi, quelli a senso unico o quelli da dismettere. Ma non sarà sempre semplice, visto che Mercurio in Scorpione quadrerà con Marte e Giove, congiunti in Leone. E la […]

Un impianto fotovoltaico non si progetta, finanzia, autorizza e gestisce da solo. Dietro ogni investimento energetico ci sono tecnici, ingegneri e installatori. Ma anche commercialisti, consulenti e professionisti chiamati a valutarne la sostenibilità economica, individuare gli strumenti finanziari, interpretare le norme, seguire gli aspetti amministrativi e fiscali. La transizione energetica viene spesso raccontata attraverso numeri: […]

Comprare casa significa, prima di tutto, conoscere le proprie possibilità. Capire quale sia la propria capacità di spesa e quale somma possa essere finanziata dalla banca, prima di iniziare la ricerca dell’immobile. È questo il primo consiglio di Salvatore Platania, consulente del credito e assicurativo di 24MAX, all’interno delle agenzie Remax City Home, per la nostra […]