Il Comitato trasporto siciliano alza i toni, confermando lo sciopero dal 16 ottobre: «Fermando i camion, la Sicilia avrà solo 48 ore di autonomia. Senza rifornimenti, non si troverà più nulla». Lo dice chiaramente il presidente del comitato, Salvatore Bella, commentando l’esito degli Stati generali dell’autotrasporto a Roma. Dove, alla presenza del viceministro Edoardo Rixi, […]
Il Comitato trasportatori alza i torni: «Col fermo nei porti, la Sicilia avrà 48 ore di autonomia»
Il Comitato trasporto siciliano alza i toni, confermando lo sciopero dal 16 ottobre: «Fermando i camion, la Sicilia avrà solo 48 ore di autonomia. Senza rifornimenti, non si troverà più nulla». Lo dice chiaramente il presidente del comitato, Salvatore Bella, commentando l’esito degli Stati generali dell’autotrasporto a Roma. Dove, alla presenza del viceministro Edoardo Rixi, «le associazioni nazionali pensano a far firmare l’ennesimo decreto, con l’istituzione di una nuova consulta – spiega Bella -. L’ennesimo organismo che non offre alcuna soluzione concreta alla crisi». Quella del caro-carburante, innanzitutto, ma non solo. Con problemi specifici lamentati dalle aziende siciliane, alle prese anche con i rincari del trasporto marittimo.
Le ragioni dei trasportatori siciliani
«A maggio ci era stato promesso il pagamento dei contributi arretrati degli anni 2024 e 2025 entro il mese di luglio – spiega Bella -. Ad oggi, non solo non abbiamo ricevuto un centesimo, ma siamo costretti a pagare il biglietto delle navi ben 700 euro in più». Colpa del caro gasolio e della tassa Ets agli armatori. «Dopo che la nostra categoria ha investito milioni di euro nell’intermodalità strada/mare», aggiunge il presidente del Comitato. Scusandosi in anticipo con i cittadini per i disagi che lo sciopero degli autotrasportatori nei porti siciliani provocherà. Un fermo della durata di almeno cinque giorni: ma che, «senza risposte concrete da parte delle istituzioni – conclude Bella – proseguirà ad oltranza».