Foto pagina Facebook Lunaspina

La multa a Lunaspina Caruso riapre il caso: Catania senza regole per artisti buskers

«Il proprietario di questo locale in piazza Mazzini ha chiamato i vigili urbani». È da qui che parte la diretta Instagram di Lunaspina Caruso, la cantante che nel 2024 ha partecipato a X Factor, conquistando pubblico e giudici con la sua interpretazione di Non, je ne regrette rien di Édith Piaf. Stavolta, però, il palco non è quello di un talent show ma piazza Mazzini, nel cuore di Catania, dove l’artista si è trovata davanti gli agenti della polizia municipale, impegnati a sanzionarla per occupazione del suolo pubblico.

«Io sono a conoscenza della situazione degli artisti di strada a Catania, siamo tantissimi e ci siamo battuti per averne un regolamento facendo numerosi appelli al sindaco Trantino», racconta mentre i vigili stanno procedendo con il verbale. «Non ci sono orari, turni e luoghi ma questo significa anche che non è vietato esibirsi». Poi la contestazione che, a suo dire, l’ha lasciata basita: «Mi hanno accusata di occupare il suolo pubblico con la mia strumentazione». La sanzione apre così la questione che riguarda il rapporto tra Catania e i suoi artisti di strada. Perché mentre in altre città italiane il fenomeno dei busker è stato disciplinato attraverso regole precise, nella città etnea manca ancora un quadro specifico.

«Ci stiamo attivando per avere copia del verbale così da poterlo impugnare – racconta a MeridioNews Goffredo D’Antona, avvocato di Lunaspina Caruso – Il problema è che non essendoci un regolamento sugli artisti di strada come esiste in altre città, viene lasciato tutto alla discrezionalità del vigile urbano operante. L’obiettivo è anche stimolare il Comune di Catania per arrivare a un regolamento»

La strada come palcoscenico

Lunaspina Caruso non è arrivata alla musica di strada dopo il passaggio televisivo a X Factor. È, al contrario, una busker da anni, con un’attività che l’ha portata a esibirsi in Italia e all’estero. La partecipazione al talent di Sky ha acceso i riflettori su di lei: alle Audition del 2024 ha ottenuto quattro sì dopo aver cantato Édith Piaf, mentre ai Bootcamp ha portato Lunaspina di Ivano Fossati. Brano a cui l’artista etnea deve il nome: non solo d’arte ma all’anagrafe. Ma per lei la strada resta qualcosa di diverso da un semplice luogo in cui esibirsi. In un’intervista aveva spiegato di considerarsi una «busker convinta», sottolineando la necessità per Catania di dotarsi di una regolamentazione.

A Bologna gli artisti hanno postazioni e orari

Il confronto con Bologna aiuta a capire quale sia il nodo sollevato dalla cantante. Nel capoluogo emiliano l’arte di strada è stata inserita all’interno di un sistema di regole che individua postazioni, orari e modalità di esibizione. Gli artisti possono richiedere un’abilitazione attraverso un portale dedicato, che ha durata annuale. Per chi utilizza l’amplificazione sono previste specifiche postazioni e la prenotazione dello spazio; sono inoltre stabilite fasce orarie precise. Anche per chi suona senza amplificazione o per gli artisti che non utilizzano strumenti musicali sono previste regole e alcune aree escluse dalle esibizioni.

Ed è proprio questo che manca oggi a Catania, secondo Lunaspina: non necessariamente la possibilità di suonare, ma regole che dicano chiaramente dove e come farlo. La sua multa, quindi, rischia di diventare il caso simbolo di una questione rimasta finora senza risposta.

«Serve un regolamento»: la proposta di Ciancio

Sulla vicenda è intervenuta anche Gianina Ciancio, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, che in un post pubblicato su Facebook ha rilanciato la necessità di dotare Catania di un regolamento per gli artisti di strada. La consigliera riconosce che non sarebbe sufficiente replicare automaticamente modelli già adottati altrove, perché il regolamento dovrebbe tenere conto delle caratteristiche urbanistiche e del quadro normativo della città. Ma soprattutto individua il punto di equilibrio nel confronto tra due esigenze: da una parte chi chiede di stabilire con precisione luoghi, orari e modalità delle esibizioni, dall’altra chi ritiene che lo spazio pubblico debba rimanere il più possibile aperto alle espressioni artistiche, intervenendo soltanto quando vengono compromessi «il decoro, la sicurezza o la vivibilità». La proposta, spiega Ciancio, è quindi quella di «regole chiare, uguali per tutti e facilmente applicabili, senza trasformare la regolamentazione in un divieto di fatto».


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