Aspettando Godot

Intendiamoci: anche a Ragusa si può vedere del buon teatro, e proprio in queste vacanze natalizie aspettiamo con grande curiosità lo Stefano Benni di Giovanni Arezzo e lo strindberghiano Temporale di Giorgio Sparacino. Non disperiamo, peraltro, di rivedere sulle scene Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso che, nel frattempo, avviano una loro scuola di teatro, mentre Nemopropheta continua tenacemente il discorso del “teatro sociale”.

Ma molti cittadini ragusani aspettano ancora il loro Godot, il Teatro Comunale, e allora – scambiando il contenitore col contenuto – pensano che il teatrino di palazzo Donnafugata, il Palco del MASD, il Lumière e il Don Bosco non possano soddisfare la loro attesa beckettiana; dunque, preferiscono disertarli anche quando propongono ottimi spettacoli (lo vogliamo chiamare massimalismo? E così sia). E allora guardano alle “stagioni teatrali” di Vittoria, Comiso e Modica, che per il 2009, nonostante la crisi finanziaria abbia costretto i Comuni a forti economie, riservano ghiotte sorprese. L’appartamento è occupato con Paola Gassman, la Compagnia di Circo Contemporaneo o le Interviste impossibili di Vergassola possono senz’altro valere una discesa fino a Comiso; e chi ama Goldoni troverà I due gemelli veneziani a Vittoria nell’interpretazione di Massimo Dapporto.

Ma quello che veramente lascia di stucco, per la ricchezza culturale e la grande attualità dei temi affrontati, è il programma del Garibaldi di Modica, sagacemente affidato all’esperienza di Andrea Tidona. Il quale – oltre a mettere in scena con Carla Cassola Love letters di Gurney, un gioiello dell’autenticità amorosa nel XX secolo – ha chiamato a Modica alcuni tra i migliori protagonisti della scena italiana, allestendo un cartellone che non dipende né dai classici più sfruttati (non c’è neppure un Pirandello o un Molière, e nemmeno i comodi adattamenti di romanzi di successo) né dall’asfittica spremitura dei tanti divi del piccolo schermo che s’improvvisano attori. In sintesi, testi modernissimi per trattare problemi di attualità, con registi e attori di gran classe.

Spicca l’augusto nome di Paola Pitagora che propone, insieme all’ottimo Roberto Alpi, Honour dell’australiana Joanna Murray Smith, una densa analisi psicologica del rapporto di coppia che ha meritato nel ’96 il prestigioso Victorian’s Premier’s Literary Award for Drama. Ancora al rapporto di coppia guarda Un mondo perfetto di Sergio Pierattini (che ne è anche regista e interprete, con Milvia Marigliano), ma con l’occhio disincantato di chi legge nelle cronache quotidiane le più grottesche violenze che abitano il nucleo familiare.

Non meno vivi i problemi del precariato nei call center di Il mondo deve sapere, che Michela Murgia ha ricavato dal suo romanzo (ispirato a un blog, e che a sua volta ha ispirato il film Tutta la vita davanti di Virzì), affidandone la regia a David Emmer e l’interpretazione alla grintosa Teresa Saponangelo. Dalla cronaca alla storia – ma parliamo di storia ancora urticante, nel ricordo delle morti concomitanti di Aldo Moro e Peppino Impastato – con 9 maggio 1978. Niente fu più come prima“, ballata evocativa delle atmosfere del tempo, interpretata da Paolo Briguglia e diretta da Alfio Scuderi, con musiche arrangiate ed eseguite dal vivo dal gruppo dei Sun. Dalla ricchissima fucina teatrale palermitana proviene anche il cantastorie Vincenzo Pirrotta, che presenta a Modica Malalunanuova, uno spettacolo da lui scritto e interpretato che restituisce le atmosfere di Palermo in un’ardua sintesi di poeticità e realismo.

Ma il piatto più forte della stagione modicana è probabilmente La notte delle lucciole di Roberto Andò e Marco Baliani, interpreta dallo stesso Baliani: un omaggio analitico e critico delle trasformazioni dell’Italia moderna, lette con le lenti di Leonardo Sciascia e Pier Paolo Pasolini, che ne sono stati, forse, gli interpreti più acuti: appuntamento al 5-6 marzo, dunque, per chi non vorrà perdere questo spettacolo di grande spessore culturale e civile. Ma sarà bene ricordare che sul palcoscenico del Garibaldi transiterà pure la musica: la lirica, la sinfonica, il jazz, il tango. E anche qui un appuntamento di rilievo assoluto, il 15 maggio, con la proiezione del capolavoro di Fritz Lang Metropolis, accompagnato dai pianoforti di Danilo Rea e Rita Marcotulli. Chapeau!

Giuseppe Traina

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