Stipendi pagati in ritardo e un cantiere fermo da circa un anno, senza certezze sulla ripresa dei lavori. Per questo i lavoratori del cantiere della metropolitana in via Giuseppe Di Gregorio hanno deciso di scioperare. Con un sit-in organizzato dai sindacati degli edili Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. Il cantiere si trova al […]
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Lo sciopero dei lavoratori della metro di Catania: «Cantiere fermo e stipendi arretrati»
Stipendi pagati in ritardo e un cantiere fermo da circa un anno, senza certezze sulla ripresa dei lavori. Per questo i lavoratori del cantiere della metropolitana in via Giuseppe Di Gregorio hanno deciso di scioperare. Con un sit-in organizzato dai sindacati degli edili Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.
Il cantiere si trova al termine dell’asse attrezzato dei servizi di Catania, in fondo a corso Indipendenza. L’opera è stata affidata dalla Ferrovia Circumetnea all’impresa Cmc Ravenna. «Chiediamo risposte concrete, impegni verificabili e tempi certi su questioni non più rinviabili». Sono le parole dei segretari territoriali Omar Dell’Ombra (Feneal Uil), Domenico Murabito (Filca Cisl) e Massimo Santonocito (Fillea Cgil). «Questo è un segnale forte di protesta da parte dei lavoratori e un richiamo alla responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. La stazione appaltante e l’impresa devono dare risposte rapide e concrete – aggiungono -. Mettendo fine a una situazione che non può più essere affrontata con le sole rassicurazioni».
I sindacati chiedono il pagamento degli stipendi arretrati e la regolarità di quelli futuri. Ma anche un calendario credibile per la ripresa definitiva dei lavori e la tutela dei posti di lavoro. Fillea, Filca e Feneal puntano a sbloccare uno stallo che, da troppo tempo, ferma un’infrastruttura strategica per la città. E sollecitano la Ferrovia Circumetnea – in qualità di stazione appaltante – a convocare con urgenza un tavolo con Cmc Ravenna e i rappresentanti dei lavoratori. «A rischio – concludono – ci sono il futuro di centinaia di lavoratori e la realizzazione di un’opera fondamentale per la città. Gli stipendi devono essere pagati, il cantiere deve ripartire e l’occupazione va tutelata».