Si è concluso ieri lo sgombero dell’ex scuola Salvemini di viale Michelangelo, a Palermo. L’edificio, occupato abusivamente da anni da decine di famiglie, è stato completamente liberato. L’operazione coordinata dalla prefettura ha visto in campo polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale, vigili del fuoco e gli operai della Rap. Molti nuclei avevano già lasciato […]
Fabrizio Ferrandelli - Assessore all'Emergenza Abitativa del Comune di Palermo
Palermo, sgomberata l’ex scuola Salvemini. Ferrandelli: «Spezziamo la catena del racket»
Si è concluso ieri lo sgombero dell’ex scuola Salvemini di viale Michelangelo, a Palermo. L’edificio, occupato abusivamente da anni da decine di famiglie, è stato completamente liberato. L’operazione coordinata dalla prefettura ha visto in campo polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale, vigili del fuoco e gli operai della Rap. Molti nuclei avevano già lasciato la struttura o erano stati ricollocati nei mesi scorsi, quindi erano presenti allo sgombero soltanto otto famiglie. Un intervento reso necessario non solo dal degrado e dalle condizioni igienico-sanitarie critiche, ma soprattutto da un provvedimento dell’autorità giudiziaria legato al concreto rischio di crollo dell’immobile.
Il business degli affitti illeciti e il nodo della legalità
La vicenda riaccende i riflettori sul fenomeno degli immobili pubblici abbandonati in città e sul rischio di sfruttamento delle persone più fragili da parte della criminalità organizzata. «È nostro interesse interrompere la catena di violenza e di sfruttamento nei confronti di famiglie che, essendo in emergenza, devono pagare qualcuno per poter vivere», dichiara a MeridioNews l’assessore comunale all’Emergenza abitativa Fabrizio Ferrandelli. Che fa riferimento ai canoni d’affitto imposti abusivamente agli occupanti per mantenere allacci di luce e acqua a spese della collettività: «A me risulta che ci siano scuole nelle quali la mafia, faccia pagare persino l’affitto. Situazioni che hanno reso indispensabile intervenire per ripristinare la legalità».
Emergenza abitativa e assegnazioni: «Chi ha i requisiti non ha nulla da temere»
Sul fronte sociale, il Comune rivendica il lavoro svolto per le circa 46 famiglie che vivevano nella struttura in condizioni di precarietà. I servizi sociali territoriali hanno seguito le situazioni di maggiore fragilità durante lo sgombero. «Sono state trovate case a tutti coloro che erano iscritti nella lista dell’emergenza abitativa», assicura Ferrandelli. Per chi fosse rimasto temporaneamente senza una sistemazione, l’amministrazione ha garantito il supporto necessario tramite i canali sociali. L’assessore, inoltre, fa il punto sui beni confiscati alla mafia. Confermando l’avvio delle procedure di decadenza per chi – pur avendo ottenuto un alloggio da tempo – non ne ha preso possesso nei tempi stabiliti. Sottraendolo di fatto a chi ne ha realmente bisogno. Infine, un’attenzione particolare è stata dedicata agli animali presenti nell’area: i cani di proprietà hanno seguito le famiglie e circa 15 gatti da appartamento sono andati infine con le proprietarie.
La storia giudiziaria dell’immobile
L’edificio di viale Michelangelo faceva parte dei beni sequestrati nel 2014 nell’ambito dell’inchiesta legata a Villa Heloise e a presunte infiltrazioni mafiose. Nel 2022, la Corte d’appello aveva annullato il sequestro, facendo entrare l’immobile in una complessa procedura esecutiva e di pignoramento. Con la liberazione della scuola si chiude una lunga stagione di occupazione. Resta però aperta la sfida per il Comune: coniugare fermezza sulla legalità e risposte concrete al bisogno abitativo.