Il tanto atteso sgombero dell’ex scuola Salvemini di Palermo è stato complicato anche per la presenza di numerosi animali all’interno dell’edificio. Per lo più cani che sono andati via con il proprio proprietario. Ma le operazioni di sgombero si sono protratte anche per la presenza di circa 15 gatti da appartamento, vaccinati e sterilizzati. Delle […]
Ilenia Rimi
Palermo dopo lo sgombero, la casa assegnata è già allagata: donne e gatti fuori
Il tanto atteso sgombero dell’ex scuola Salvemini di Palermo è stato complicato anche per la presenza di numerosi animali all’interno dell’edificio. Per lo più cani che sono andati via con il proprio proprietario. Ma le operazioni di sgombero si sono protratte anche per la presenza di circa 15 gatti da appartamento, vaccinati e sterilizzati. Delle proprietarie ne avevamo già parlato su MeridioNews, perché assegnatarie di un bene confiscato alla mafia per cui sono state oggetto di minacce.
Dopo un tira e molla con l’assessore all’emergenza abitativa del Comune di Palermo, Fabrizio Ferrandelli, ieri le ragazze hanno deciso di accettare l’assegnazione e di trasferirsi lì con i gatti. L’assessorato si è dunque attivato immediatamente per far erogare nell’appartamento luce ed acqua. Proprio in quel momento, però, si è scoperta una tubatura del bagno guasta, che ha determinato un allagamento della casa. Ferrandelli è intervenuto attivando l’Amap, la partecipata del Comune che si occupa della gestione dell’acqua e sta provvedendo ai lavori di ripristino dell’appartamento. Il municipio ha dunque messo a disposizione delle assegnatarie del bene una stanza in un b&b e il trasferimento momentaneo dei gatti in una pensione fino al termine dell’operazione.
«Nelle PEC intercorse nei giorni scorsi, l’assessore al Benessere Animale Fabrizio Ferrandelli e l’amministrazione avevano minacciato azioni legali contro la nostra associazione. Ci hanno accusati di generare ingiustificato allarme e hanno garantito che nessuna azione lesiva o improvvisata sarebbe stata intrapresa a danno del benessere animale e del legame affettivo tra la coppia e i loro gatti raccolti dalla strada anche moribondi, quando il Comune non interveniva come la legge prevede» precisa Ilenia Rimi, referente regionale dell’associazione Un atto d’amore Odv.
Mancato tavolo di mediazione
«Nelle medesime comunicazioni ufficiali, l’associazione aveva espressamente richiesto di avviare preventivamente un tavolo di mediazione. E anche un piano di ricollocazione idoneo proprio per evitare di ridursi all’ultimo minuto e creare un’emergenza al momento dello sgombero – riferisce Rimi -. Tutte le proposte di collaborazione preventiva sono state ignorate e l‘emergenza si è puntualmente verificata. Le operazioni si sono protratte per un’intera giornata proprio perché l’associazione ha dovuto opporre una ferma resistenza alla proposta dell’assessore di lasciare i gatti lì e liberarli dunque per strada».
Uno sgombero difficile
«La deriva è stata arginata grazie alla fermezza dell’associazione e al rigoroso supporto del dottore Pecoraino, direttore del servizio prevenzione randagismo di Palermo e provincia. Il quale, da professionista serio, ha confermato che i gatti non potevano e non dovevano essere assolutamente liberati o dispersi in strada. Nonostante ciò, frastornati dalle operazioni di sgombero diversi gatti sono scappati e li stiamo tutt’ora recuperando – dichiara ancora Rimi al nostro giornale -. Infine, l’associazione Un Atto d’Amore Odv desidera esprimere un sincero ringraziamento a tutte le forze dell’ordine intervenute. Per la sensibilità, l’umanità e la straordinaria collaborazione dimostrata in una giornata difficilissima. In particolare, un plauso va a un funzionario della polizia di che, vedendo gli animali stremati e spaventati, dopo oltre 12 ore di bufera e caos, si è premurato personalmente di andare ad acquistare del cibo per rifocillarli».